Lina Lapelytė, What happens with a dead fish?, 2021.
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If I Can’t Dance, I Don’t Want To Be A Part Of Your Revolution (#artissimalive)
Magazine, MOBILITY - Part I - Settembre 2018
Tempo di lettura: 12 min

If I Can’t Dance, I Don’t Want To Be A Part Of Your Revolution (#artissimalive)

Per4m 2016: overview sugli artisti e le performance.

Quest’anno KABUL magazine farà parte della redazione di #ArtissimaLive, sezione coordinata da Elena Bordignon, fondatrice di ATPdiary, insieme ad Artdependence, Aujourd’hui Magazine, Widewalls e Wefindwildness.

Per4m, la sezione della fiera dedicata alla performance, giunge alla sua terza edizione sotto la guida del collettivo olandese If I Can’t Dance, I Don’t Want To Be A Part Of Your Revolution. In questa gallery fotografica, presentiamo brevemente i sette partecipanti di Per4m, le performance che si alterneranno durante i giorni di Artissima e le motivazioni che hanno spinto il collettivo verso la scelta di questi artisti.

Quest’anno il programma coinvolgerà lo spazio dell’Oval, invadendo l’area della Main Section e delle altre sezioni curate in fiera, e si estenderà sino a raggiungere il centro della città (Piazza Emanuele Filiberto). Tale scelta si rivela funzionale a offrire un tempo e uno spazio adeguati alla diversa natura di ogni performance. Queste, caratterizzate da modalità e temporalità eterogenee, non coniugabili in un unico spazio fisico, fanno sì che il decentramento sia l’unica strategia possibile per costringere il pubblico a compiere una scelta.

Domenica 6 novembre, verrà decretato il vincitore del Prix K-Way Per4m da una giuria composta da: Franz Bernardelli (curatore), Ruth Estévez (REDCAT, Los Angeles), Silvia Fanti (Xing, Bologna), e Filipa Ramos (Art Agenda, Londra).

Nel 2015 il premio di diecimila euro è stato assegnato ex aequo a Julien Bismuth (Gallery Emanuel Layr, Vienna), con Untitled (Lull), 2015; e a Christian Falsnaes (PSM Gallery, Berlino), con Rise, 2014.


01
Juliette Blightman
, Isabella Bortolozzi, Berlin.

01_juliette-blightman_kvn_transparenzen__03 Juliette Blightman, Transparencies – The ambivalence of a new visibility (2015), installation view, (21.11.15 – 31.01.16) Kunstverein Nürnberg, Albrecht Dürer Gesellschaft (Nürnberg).

 

02_juliette-blightman_revelry_kunsthalle-bern_01-1024x682 Juliette Blightman, …Revelry (2014), installation view, (06.06.14 – 03.08.14), Kunsthalle Bern.

 

03_juliette-_-grasses-grow-and-they-make-a-shadow-so-just-as-grasses-grow-2009-performance-documentation-staalichen-kunsthalle-baden-baden Juliette Blightman, Grasses grow and they make a shadow so just as grasses grow (2009), performance documentation, Staatlichen Kunsthalle, Baden-Baden.

Juliette Blightman (1980, UK) vive e lavora a Berlino. L’artista inglese, definita anche una clock-watcher, si sofferma sulla possibilità di raccontare il trascorrere delle ore e dei giorni fissando azioni, spesso molto semplici, e dilatandole nel tempo. Lavora principalmente con la pellicola, la performance e l’installazione, attingendo dalla vita privata – aneddoti familiari, interni domestici o ricordi di amori passati – per esprimere la malleabilità e fluidità del tempo.

Tra le principali esposizioni annovera collaborazioni con: Kunsthalle Bern, Gesellschaft für Moderne Kunst at Art Cologne (Cologne, 2016), Pied-à-terre (San Francisco, 2015), Karma International (LA, 2015), Kunsthaus Bregenz (2014), Kunstverein Arnsberg (2010), Irish Museum of Modern Art (Dublin, 2010), The Chips Are Down, Whitechapel Project Space (London, 2007), e con Cubitt (London), Astrup Fearnley Museet (Oslo), Artist’s Space (New York).

Per Per4m l’artista presenta NOW, SOON, WAIT (2016).

Di seguito le dichiarazioni di If I Can’t Dance:

«Whether an audio clip, image or film – recorded directly from life – each thing she makes is characterised by its particular duration: a malleable portion of time that stretches from a couple of seconds to days or weeks at a time. In Per4m Blightman presents a lecture-performance within a day-long installation of her work in which films, simple props and paintings act as cues for her to recount memories – the interpretation of each signifies an iteration of the changing performance».

Maggiori info a questo link.

 

02
Dina Danish, Barbara Seiler, Zurich.

 

04_dina-danish_seductive-gum-2015-courtesy-gallery Dina Danish, Seductive Gum (2015) – 14.8×21 cm – courtesy Barbara Seiler.

 

05_dina-danish_simultaneum_stedelijkperformance Dina Danish, A Simultaneous Poem by Charlie Chaplin, Theo van Doesburg, Kurt Schwitters, Lettrist International (and Everybody Else), installation view: Father, Can’t You See I’m Burning?, performance, Stedleijk Museum, Amsterdam (2014) – courtesy Barbara Seieler.

Dina Danish (1981, FR) è un’artista di origini franco-egiziane, vive attualmente tra Amsterdam e Il Cairo. Con umorismo, ironizza sul piacere e le conseguenze dell’equivoco, del misunderstanding linguistico: il difetto di pronuncia, lo scioglilingua o la masticazione di un chewing-gum diventano azioni facenti parte dell’universo linguistico contemporaneo.

Ha collaborato con Stigter van Doesburg e Ellen de Bruijne Projects (Amsterdam, 2016), Pinacoteca Nazionale (Bologna, 2015), Spazio A (Pistoia, 2012/2015), South London Gallery (Londra), Stedelijk Museum (Amsterdam, 2014), De Appel Arts Center (Amsterdam), Wilfried Lentz Gallery (Rotterdam), Biennale Yoguakarta (2013), Kunsthall Oslo (2010).

Non nuova al pubblico di Torino, nel 2011 vince ad Artissima18 il premio “illy Present Future” con il video Halim: The Dark Whistling Nightingale (2011). Per l’edizione di quest’anno, Dina Danish presenterà URSONATE IN ARABIC PRONUNCIATION (2016).
IICD:

«Linguistic curiosities, be they pronunciation, correction or stuttering, and general structures – units, or standards such as tongue twisters, counting and poetry – all offer material and strategies for the artist to make works that are often absurd or casual».

Maggiori info qui e qui.

 

03
Tim Etchells
, VITRINE, London, Basel.

06_tim-etchells-a-broadcast-looping-pieces-2014-performance-photo-piet-janssens-1-657x437 Tim Etchells, A Broadcast-Looping Pieces (2014), performance, photo by Piet Janssens.

 

07_to-be-present-tim-etchells-neon-2015-image-credit-asian-arts-theatre-suhwan-park-002-2-655x437 Tim Etchells, To Be Present (2015), neon, courtesy Asian Arts Theatre.

 

08_tim-etchells_the-give-take-further-provocations-performance-2016-image-courtesy-of-the-artist-72pdi-002-872x579 Tim Etchells, The Give Take Further Provocations (2016), performance, courtesy the Artist.

Tim Etchells (1962, UK), docente di Performance and Writing alla Lancaster University, è autore e direttore artistico del gruppo inglese, nato a Sheffield nel 1984, Forced Entertainment. Cinismo e ironia animano la produzione del collettivo, attraversando la performance, il teatro e le arti visive. Un brillante cinismo caratterizza anche la sua produzione individuale, che si muove principalmente tra la text-sculpture, il video e la performance. L’artista crea un mondo basato sull’associazione di pensieri, parole e contesti per dar vita a narrazioni legate all’esperienza urbana, a riflessioni sul futuro in un costante gioco tra finzione e realtà, tra disvelamento e mascheramento.

Tra le principali esibizioni e partecipazioni: The Give & Take, Tate Exchange, TATE Modern (London); PROCESS, PERFORMANCE, PRESENCE, Kunstverein Braunschweig; More Noise, Bloomberg SPACE (2016); For Now, Plymouth Arts Centre (UK); Mirror City, Hayward Gallery (London); Live Forever, Jenkins Johnson Gallery (New York, 2014); Neon Friday, Battersea Arts Centre (London, 2012); Tim Etchells, Gasworks (London, 2010). Ha partecipato inoltre alla Triennale di Folkestone (2014), alla Biennale di Gotenburg (2011) e a Manifesta 7 (Rovereto, 2008).

In occasione di Artissima 2016 presenta WORK FILES (2016).

«In our program for Per4m, Etchells presents Work Files (2016), an iteration of his ongoing series of improvisations in gallery spaces. Appearing alone onstage in an unadorned manner, with a fistful of notes in hand, across the 30-minute duration of the piece the artist reads his notes aloud, intercutting and remixing them as he goes. Made up of accumulated fragments of overheard conversations, quotations from newspapers and web pages, and ideas for performances, to name but a few, Etchells loops and repeats individual lines from these notes, in an editing process designed to create new dialogues and combinations. In doing so, he draws attention to spoken language – its rhythmic, textural and musical properties, as well as its semantics».

Maggiori info qui e qui.

 

04
Dora García, Ellen de Bruijne, Amsterdam.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA Dora García, The Sinthome Score (2014), performance, courtesy the artist e Ellen de Bruijne Project (Amsterdam), photo: Ellen de Bruijne.

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERA Dora García, Tne Sinthome Score (2014), performance, courtesy the artist e Ellen de Bruijne Project (Amsterdam), photo: Ellen de Bruijne.

Dora García (1965, ES) vive e lavora a Barcellona. Utilizzando le forme della performance, del video, della scrittura e dell’installazione, il lavoro dell’artista mira a porre in riesame i parametri che definiscono la natura dell’esperienza artistica. Il suo lavoro crea uno stato di indeterminatezza che sfuma i confini tra realtà, casualità e finzione. Come avviene la ricezione di un’opera? Lo spazio espositivo diventa il luogo in cui indagare il rapporto tra un lavoro artistico, il visitatore e il contesto espositivo.

Ha rappresentato la Spagna alla 54a Biennale di Venezia nel 2011, e in occasione della 55a edizione ha presentato il video The Joycean Society. Ha inoltre partecipato a (d)OCUMENTA 13 (Kassel, 2012), Gwangju Biennial (South Korea, 2010), Lyon Biennial (Lyon, 2009), TATE Modern (London, 2008), Centre Pompidou (Paris, 2008), SMAK (Gent, 2006), MUSAC (Leon, 2004), MACBA (Barcellona, 2002).

Per Per4m 2016 presenta THE SINTHOME SCORE, una performance nata nel 2013 in cui l’artista esplora e solleva l’attenzione sulla rappresentazione e la traduzione linguistica.

«For Dora García language is a space for action; it is a translator and constructor of reality, as well as the structure of the unconscious. In her conceptual works – which include texts, photographs, films, performances and installations – she challenges the boundaries between reality and representation; improvisation and staging; artist, work and audience. The Sinthome Score (2013) is centred on a printed score that includes a transcription (translated into English) of the French psychoanalyst and psychiatrist Jacques Lacan’s twenty-third seminar, ‘Le sinthome’ (1975–76, meaning symptom), and ten sets of movements drawn by the artist to accompany each chapter of the score. Two performers take on the role of reader or mover, respectively, and activate the score by playing it for each other. The performers are free to determine the rhythm, cadence and speed of reading and movement, to choose the chapter they wish to start with, and if they want to swap roles – the score being formulated so that it can be performed by anyone, without previous training or rehearsal. As Gracía has said, ‘The best way to understand the function of the score is to compare it to the books of psalms in a church: people take them, use them to sing and leave them back where they found them’».

Maggiori info qui e qui.

 

05
The Mondrian Fan Club
(David Medalla e Adam Nankervis), Enrico Astuni, Bologna.

11_the-mondrian-fan-club The Mondrian Fan Club, The Letter “B” for Bologna (2016), inchiostro su carta, 55×40.5 cm, courtesy Adam Nankervis, photo: FABER.

The Mondrian Fan Club è un duo nato nel 1992 a New York, composto dall’artista filippino David Medalla e dall’australiano Adam Nankervis. La loro ricerca ruota intorno alla figura Piet Mondrian, la sua biografia e la continua ricontestualizzazione del suo lascito artistico.

Ad Artissima 2016, The Mondrian Fan Club presenterà IMPROMPTU EVENTS.

«Their actions are often transitory and ethereal in nature, creating a certain mystery and a touching fleetingness. In our program for Per4m the Mondrian Fan Club continue their ongoing global graffiti work, which entails the creation of a series of large-scale letters. A previous example includes the letter M being temporarily written in the sky above Broadway in Manhattan, with the action being inspired by Mondrian’s famous painting Broadway Boogie Woogie (1942-43). At various impromptu moments and at places in and outside the fair – new letters appear that contribute to a sentence Medalla and Nankervis have been formulating since the exhibition The Secret History of The Mondrian Club at Gee Street, London, in 1994».

Maggiori info qui.

 

06
Ruth Proctor, Norma Mangione, Torino.

SONY DSC Ruth Proctor, Rain doesn’t always touch the ground (2016), courtesy the Artist e Norma Mangione Gallery (Torino).

 

SONY DSC Ruth Proctor, Untitled (2016), courtesy The Artist e Norma Mangione Gallery (Torino).

Ruth Proctor (1980, UK) vive e lavora a Londra, dove nel 2005 si è laureata al Royal College of Art. Il suo lavoro è influenzato dalla frenesia con cui si susseguono gli eventi. Attraverso performance e installazioni, Proctor cattura ed enfatizza fenomeni impercettibili astraendoli dalla realtà. Tra le principali mostre: Putting it on, Hollybush Gardens (London, 2015); Still Not Fixed, John Jones Project Space (2015); Falling Backwards, Sainsbury Centre for Visual Arts (Norwich, 2013); London Open, Whitechapel Gallery (London, 2012).

Ad Artissima l’artista presenterà RAIN STORM (2016).

«Her inspiration is found in fleeting moments such as details of theatre performances or her surrounding environment, with her using these moments to create something that can exist beyond their original context. In Per4m Proctor presents a new version of an earlier performance work in which she organised a large group of people to stage a choreography that attempted to translate the sound of rainfall in Colombia through the movement of their feet. Mobilising a community of around 70 people from Torino to perform this work, the group moves slowly through the corridors and other locations at the fair site, at numerous moments across one day, ushering in the effect of a rainstorm gathering and passing by».

Maggiori info qui.

 

07
Marinella Senatore, Laveronica, Modica.

The Word Community Feels Good Marinella Senatore, The World Community Feels Good (2015), installation detail, billboard readers 4×6 mt., 13a Biennale de Lyon: La vie Moderne.

 

15_marinellasenatore_-the-scool-of-narrative-dance-2015-fine-art-print-on-hahnemulhe-aper-framed-80x105 Marinella Senatore, The School of Narrative Dance (2015), 80×105 cm.

 

16_marinella-senatore-re-verb-2015-7-videos-for-tv-broadcasting-90-each-stills-from-video-comm-by-arts-council-of-wales-call-cic-and-mostyn-estate Marinella Senatore, RE:VERB (2015), 7 videos for tv broadcasting, 90”, still da video, Arts Council of Wales, Call (Culture Action Llandudno), CIC e Mostyn Estate.

Marinella Senatore (1977, IT) vive e lavora tra Londra e Parigi. Utilizzando diversi media, dalla performance all’installazione, il suo lavoro affronta questioni sociali e difficoltà che si annidano all’interno del tessuto urbano. Attraverso la pratica partecipativa, crea nuove modalità di interazione con il pubblico. Senatore prende in esame tutte quelle espressioni sociali con le quali diverse comunità danno forma alla propria identità, come ad esempio la musica, la danza, lo spettacolo o la protesta. Fenomeni che secondo l’artista hanno il potere di generare un potenziale per il cambiamento sociale.

I suoi lavori sono stati esposti in istituzioni italiane e internazionali, tra cui: Centre Pompidou (Parigi); Kunsthaus Zurigo; Palais de Tokyo (Parigi); Castello di Rivoli (Torino); High Line (New York); Kunsthalle Sankt Gallen; 54a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia; Museo MAXXI (Roma); Whitechapel (Londra). Quest’anno ad Artissima l’artista presenterà THERE IS MORE THAN ONE WAY TO BE APARTISAN (2016).

«Marinella Senatore creates a new piece that furthers her interest in public participation through large-scale performances. Fostering the creative power of a crowd, Senatore initiates in her work a dialogue between history, culture and social structures by envisaging a work that can be experienced and participated in by everyone. Drawing on her studies across the disciplines of visual art, music, and cinematography, Senatore has said of her practice, ‘The orchestra is the best suitable metaphor I use to define my work; in working with the community, the structure that I find the most natural is the one typical of the cinematographic team’. Drawing on her established connections with Torino, which were developed while working one her exhibition Building Communities at Castello de Rivoli (2013-14) the artist brings together a number of community groups to present a participative work at Piazza Emanuele Filiberto in Torino».

Maggiori info qui e qui.

Di seguito riportiamo il calendario ufficiale di Per4m:

GIOVEDÌ 3 NOVEMBRE
12:00-8:00 pm Per4m Area – DINA DANISH, Ursonate in Arabic Pronunciation (2016).
1:00 pm Per4m Area – TIM ETCHELLS, Work Files (2016).
5:30 pm Per4m Area – TIM ETCHELLS, Work Files (2016).

VENERDÌ 4 NOVEMBRE
12:00-4:00 pm Per4m Area – DORA GARCÍA, The sinthome score (2013-2015).
6:30 pm Per4m Area – THE MONDRIAN FAN CLUB, Impromptu events (2016).

SABATO 5 NOVEMBRE
1:00 pm Itinerante in fiera – RUTH PROCTOR, Rain Storm (2016).
2:00 pm Per4m Area – JULIETTE BLIGHTMAN, Now, soon, wait (2016).
4:00 pm Pista di prova Lingotto – RUTH PROCTOR, Rain Storm (2016).
5:00 pm Esterno della fiera, Vetrata OVAL, MARINELLA SENATORE, There is more than one way to be apartisan (2016).
6:00 pm Itinerante in fiera, RUTH PROCTOR, Rain Storm (2016).
9:30 pm Piazza Emanuele Filiberto, MARINELLA SENATORE, There is more than one way to be apartisan (2016).

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