Alessandro Sciarroni, FOLK-S, will you still love me tomorrow?, 2012, ph. Matteo Maffesanti.
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What is Experimental: il talk con Tobi Maier e Natalia Sielewicz (#artissimalive)
Project, 05 November 2016
Talk/Podcast

What is Experimental: il talk con Tobi Maier e Natalia Sielewicz (#artissimalive)

Tobi Maier e Natalia Sielewicz a "What is Experimental": secondo incontro curato da Stefano Collicelli Cagol ad Artissima.

What is Experimental, Pt. 2, curated by Stefano Collicelli Cagol.

 

La redazione di KABUL magazine ha deciso di rendere disponibili, all’interno del sito, le registrazioni audio di alcuni dei talk di Artissima2016. What is Experimental è un talk diviso in due incontri, a cura di Stefano Collicelli Cagol, che vede la partecipazione di alcuni curatori di spazi e realtà no-profit e indipendenti. L’obiettivo è di affrontare un’indagine sulla sperimentazione di modelli espositivi e di produzione, attraverso l’analisi di alcuni casi studio.

Oggi, sabato 5 novembre, presso il Meeting Point di Artissima, si è conclusa la seconda parte del talk. Protagonisti dell’incontro, intitolato We do it our way, sono stati i curatori Tobi Maier e Natalia Sielewicz che hanno discusso sulle modalità con cui gli spazi espositivi, in differenti contesti, influiscono sulle dinamiche di produzione di artisti e curatori, in relazione allo spazio privato/domestico e alla necessità di adattamento alle nuove forme di circolazione digitale delle informazioni.

Tobi Maier ha introdotto il contesto artistico di São Paulo illustrando le modalità con cui viene ideata la programmazione all’interno delle istituzioni, dove un solo curatore propone e sviluppa poche mostre all’anno, mentre ampio spazio è dato a collaborazioni con curatori esterni, alcuni dei quali coinvolti tramite open call. Ciò determina una democratizzazione della proposta artistico-culturale, ma al tempo stesso porta alla mancanza di una precisa identità e linea di pensiero univoca. Attraverso la propria esperienza come curatore di SOLO SHOW, un programma di mostre all’interno di uno spazio domestico, Maier ha evidenziato le potenzialità e i limiti collegati a questo particolare contesto espositivo. Ha inoltre ampliato e approfondito queste peculiarità mostrando numerosi case studies di progetti artistici svolti in spazi domestici negli ultimi quarant’anni.

La parola è poi passata a Natalia Sielewicz che ha affrontato un focus sull’arte digitale e su come la rivoluzione in ambito tecnologico abbia indotto a una nuova visione della documentazione, legittimandola come «real thing»: un’esperienza non più secondaria ma primaria. Questo cambiamento ha influenzato anche il processo di produzione, divulgazione e transazione economica delle opere d’arte. La presentazione del progetto ‘left gallery‘, piattaforma online che permette di vendere opere digitali attraverso l’uso dei bitcoin, ha infine aperto il dibattito sulle possibilità di capitalizzare questa nuova forma d’arte, magari anche all’interno di un contesto fieristico.

Tobi Maier è un curatore indipendente di origine tedesca, attualmente attivo a São Paulo, Brasile. Precedentemente è stato curatore al Frankfurter Kunstverein (2006–2008), Ludlow 38, New York (2008–2011) e alla 30a São Paulo Biennial (2011–2012). Nel 2013 ha collaborato con la rivista svedese di arte e letteratura OEI (Extra-disciplinary spaces and de-disciplinising moments) e a Revista Permanente (Feminism and post-colonial studies in Brazil). Tra le recenti mostre: The Second Sex – A Visual Footnote, La Galerie in Noisy-le-Sec, Parigi; Was ist Kunst – Mirrors of Production, Galeria Jaqueline Martins, São Paulo; Marcelo Cipis, Prêmio Funarte de Arte Contemporânea 2013, Galerias Funarte de Artes Visuais São Paulo; Alexandre Brandão, Oficina Cultural Oswald de Andrade, São Paulo (2013).

Natalia Sielewicz è storica dell’arte e curatrice al Museum of Modern Art di Varsavia, per cui cura il programma di performance e il Kinomuzeum film festival, che approfondisce il dibattito sui confini tra cinema, video art e film sperimentale. Ha recentemente curato la mostra Private Settings.Art after the Internet. Ha collaborato con: Grace Ndiritu, Korakrit Arunanondchai, Paulina Ołowska, Haroon Mirza e Richards Sides, C. Spencer Yeh, Maria Stoklosa e Ramona Nagabczynska.

 

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