Pierre Huyghe, Exomind, 2017.
Archive: Filter by: All
Close
All
Digital Library
Editions
Magazine
Projects
alterità
attivismo
biopolitica
critica d'arte
critica ecologica
filosofia politica
intersezionalità
massmedia
neuroscienze
nuove utopie
postcolonialismo
postumanesimo
queer
sottoculture
studi culturali
studi di genere
studi sociali
studi vocali
tecnologie
Cybernetic Culture Research Unit

Il Numogramma Decimale

H.P. Lovercraft, Arthur Conan Doyle, millenarismo cibernetico, accelerazionismo, Deleuze & Guattari, stregoneria e tradizioni occultiste. Come sono riusciti i membri della Cybernetic Culture Research Unit a unire questi elementi nella formulazione di un «Labirinto decimale», simile alla qabbaláh, volto alla decodificazione di eventi del passato e accadimenti culturali che si auto-realizzano grazie a un fenomeno di “intensificazione temporale”?

K-studies

Hypernature. Tecnoetica e tecnoutopie dal presente

Avery Dame-Griff, Barbara Mazzolai, Elias Capello, Emanuela Del Dottore, Hilary Malatino, Kerstin Denecke, Mark Jarzombek, Oliver L. Haimson, Shlomo Cohen, Zahari Richter
Nuove utopieTecnologie

Dinosauri riportati in vita, nanorobot in grado di ripristinare interi ecosistemi, esseri umani geneticamente potenziati. Ma anche intelligenze artificiali ispirate alle piante, sofisticati sistemi di tracciamento dati e tecnologie transessuali. Questi sono solo alcuni dei numerosi esempi dell’inarrestabile avanzata tecnologica che ha trasformato radicalmente le nostre società e il...

North Korean Realism, immobilismo e propaganda ultranazionalista
Magazine, MOBILITY - Part II - Novembre 2016
Tempo di lettura: 16 min
Dario Alì

North Korean Realism, immobilismo e propaganda ultranazionalista

Cultura e teoria estetica del Juche: itinerario in Corea del Nord tra cinema, propaganda, diritti umani, graphic novel e arte contemporanea.

Mansudae – Statua di gesso di Kim Jong-il – Parco acquatico di Munsu – Pyongyang – courtesy of Rodong Sinmun.

 

Kim Song-gun – Hae Keum River, 2010 – olio su tela – 165 X 256 cm – © Courtesy of the Artist and galerie son.

Nel 2013, il Consiglio per i diritti umani nelle Nazioni Unite ha istituito una commissione d’inchiesta con l’intento di far luce sull’attuale emergenza umanitaria in Corea del Nord, accusata di aver commesso, verso la sua popolazione, numerose violazioni dei diritti umani e civili. Le testimonianze dei rifugiati e i documenti raccolti hanno consentito di stilare un rapporto di 372 pagine nel quale la commissione elenca dettagliatamente le azioni di discriminazione e violenza commesse. Oltre alle consuete e tristemente note forme repressive dei regimi totalitari (politiche di esclusione sociale, rapimenti, torture, esecuzioni sommarie ecc.), nel rapporto sono fornite indicazioni su un aspetto che sino a qualche anno fa era ancora sconosciuto alla popolazione mondiale: la struttura e organizzazione della società nordcoreana.

 

Songbun

Nonostante la sua costituzione sancisca princìpi di uguaglianza e di non discriminazione, di fatto la società nordcoreana è organizzata su un sistema di 5 caste sociali (suddivise a loro volta in 51 sottocategorie) di cui ciascuna gode di specifici privilegi o limitazioni sulla base di ragioni politiche, sociali ed economiche. Tale sistema, determinante per la vita del cittadino, è chiamato Songbun ed è funzionale a creare una piccola classe dominante che assicuri stabilità alla dinastia Kim, al potere dalla fondazione dello Stato (1948). Una persona nata in una famiglia con un elevato grado di songbun avrà assicurata, sin dalla nascita, una migliore qualità della vita: abiterà quasi sicuramente a Pyongyang (dove vive l’élite del Paese), frequenterà le migliori scuole e università, avrà diritto a una migliore assistenza sanitaria e con ogni probabilità otterrà una posizione di prestigio all’interno della società.