Lina Lapelytė, What happens with a dead fish?, 2021.
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KABUL ft. -ness per ArtVerona 2021
Project, 11 October 2021
Eventi

KABUL ft. -ness per ArtVerona 2021

In occasione di ArtVerona 2021, dal 15 al 17 ottobre 2021, la redazione di KABUL collabora con il collettivo -ness

Panoramica Art Verona 2021

In occasione di ArtVerona 2021, dal 15 al 17 ottobre 2021, la redazione di KABUL collabora con il collettivo -ness – https://artverona.it/.

All’interno della sezione #Pages, curata da Ginevra Bria, verrà presentato l’ultimo progetto artistico del duo nato della collaborazione con KABUL: la performance installativa DSM (Desires, Sins, Mistakes). Il lavoro parte da punti cardinali del Manifesto Transghost, pubblicato sul nostro magazine lo scorso febbraio.

CALENDARIO PERFORMANCE

Venerdì  15/10
Preview matinée: ore 12.00
Inizio performance: ore 17.00

Sabato 16/10
Inizio performance: ore 16.00

Domenica 17/10
Inizio performance: ore 15.00

In questo lavoro, presentato per la prima volta, due Transghost esplorano la dimensione della superficie nella sua componente materica, epidermica, desiderante ed emotiva, per riabilitare al livello semantico i concetti di superficie e di desiderio, utilizzando, come di consueto la prospettiva queer tipica dell’identità Transghost. L’identità Transghost, come recita il Manifesto, è un’identità temporanea e in attraversamento che sovverte qualsiasi gerarchia di dominio sulla base di sesso, genere, etnia ed età. DSM è quindi una modalità di sperimentazione del corpo fuori dalle norme e fuori da schemi di comprensione univoci che vuole costruire nuove tassonomie per un’estetica e poetica del desiderio. Per comprendere la partica, le modalità e gli intenti del duo di artistз, occorre ripercorrere le tappe principali della ricerca del collettivo -ness.

Fondato a Venezia nel 2019, -ness ha sempre focalizzato la propria pratica sulle arti performative allo scopo di sviluppare una riflessione di natura teorica e pratica sugli studi queer. Focus della loro ricerca è l’analisi, la costruzione la decostruzione dell’identità Transghost che si palesa minando e mettendo in crisi il concetto stesso di “identità”, attraverso lo scardinamento di tutte quelle categorie dogmatiche prevalentemente binarie, genetiche e culturali che tradizionalmente lo definiscono. L’identità Transghost rappresenta una via d’uscita da queste logiche come atto di libertà contro gli schemi culturalmente precostituiti in cui vengono inquadrati e disciplinati i nostri corpi. Nell’identità Transghost si intrecciano elementi eterogenei e apparentemente in opposizione come storia e invenzione, verità e autofinzione, estraneità e appartenenza. TG è un’identità liquida, in trasformazione, inafferrabile: chiunque può essere TG. Nell’azione performativa tutto questo si traduce nel disidentificarsi, ovvero dismettere l’identità con cui si è socialmente riconosciuti per realizzarne e riconoscerne il carattere temporaneo e fragile, e allo stesso tempo per sovvertire quelle relazioni gerarchiche di potere che creano discriminazioni basate su sesso, genere, etnia, età ecc. Nella pratica TG questo “disidentificarsi” avviene attraverso l’azione di nascondere i tratti fisici e fisionomici, quegli elementi ci rendono immediatamente riconoscibili. Questo occultamento è ottenuto grazie allo zentai che -ness indossa per presentare la sua nuova forma al pubblico: un soggetto anonimo.

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