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Occorre dare un nuovo senso alla rabbia? – Peter Sloterdijk e il concetto di ‘Thymos’
Magazine, ASSEDIO - Part I - Ottobre 2016
Tempo di lettura: 6 min
Simona Squadrito

Occorre dare un nuovo senso alla rabbia? – Peter Sloterdijk e il concetto di ‘Thymos’

E se il motore primo del nostro animo fosse l’Ira? Se così fosse, chi e come sta incanalando le nostre pulsioni in questo occidente post-storico, in cui sembra siano scomparsi i tradizionali punti di raccolta delle energie thymotiche?

Clienti dell’Asda di Londra durante il Black Friday – Londra – 2015.

Secondo quanto scrive il filosofo Peter Sloterdijk, in Ira e Tempo, il concetto arcaico di Thymos è passato nel corso della storia in secondo piano rispetto a quello di Eros. Cominciamo dalle sue parole:

«La psicanalisi non è mai stata disposta a considerare, con la stessa ricchezza di dettagli e di profondità, la timotica degli uomini di entrambi i sessi: il loro orgoglio, la loro audacia, il loro coraggio, la loro voglia di affermarsi, la loro domanda di giustizia, il loro senso della dignità e dell’onore, la loro indignazione e le loro energie guerriero-vendicatrici […]. È necessario ritornare all’opinione di base della psicologia filosofica dei greci secondo cui l’anima non si manifesta solo nell’eros e nelle sue intenzioni, ma piuttosto nei moti del thymós. Mentre l’erotica mostra delle vie verso gli ‘oggetti’ che ci mancano, e il suo possesso o vicinanza ci fa sentire completi, la timotica apre agli uomini la strada sulla quale essi fanno valere ciò che hanno, possono, sono e vogliono essere».11P. Sloterdijk, Ira e Tempo, Biblioteca Melteni, Roma 2007, pp. 21-23.

Le armi di Achille – vaso nero a figure rosse – 490-480 a. C.

La rappresentazione che ne dà il filosofo inscrive questa passione al centro della storia dell’Occidente, interpretata come storia di energie auto-affermative. Secondo Sloterdijk, il motore della storia è appunto l’Ira degli ‘umiliati e offesi’, e la storia potrebbe essere riletta in chiave di pulsioni thymotiche e delle diverse strategie politiche, religiose e sociali di gestione di tali impulsi.

Il Thymos (in greco: θυμός) esprime il concetto di ‘anima emozionale’ e lega il respiro al sangue: la tesi tradizionale, fondandosi sull’etimologia (latino: Fumus), ha dato al Thymos il significato fondamentale di ‘ribollimento’, connettendolo appunto al flusso sanguigno.22F. Sarri, Socrate e la nascita del concetto occidentale di anima, Vita e Pensiero, Milano 1997.
 La parola esprime altresì il desiderio umano per il riconoscimento e il principio di vitalità, la capacità di agire in modo forte ed energico. In Omero, thymos indica il territorio delle emozioni, il desiderio umano. Il termine evoca dunque concetti riconducibili alla sfera semantica del movimento, ma esprime anche l’esperienza che l’uomo ha della propria caducità e debolezza. Il Thymos è evocato affinché l’anima trovi una sorta di equilibrio in modo da poter procedere all’azione: «nel Thymos sgorga la parola che deve essere detta perché è sentita vera».33F. Cambi, Nel conflitto delle emozioni. Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma 1998, p. 60.
 Si configura dunque dialetticamente mediando tra diverse voci e sentimenti interni tra loro opposti.

Twin Towers durante gli attentati dell’11 settembre 2001.

Il Thymos è anche il focolare del mito. Nel mondo antico, infatti, tutto ha inizio con l’Ira: «all’inizio della prima frase della tradizione europea, nel verso di apertura dell’Iliade, emerge, fatale e solenne come un appello che non tollera obiezioni, la parola “ira”. Il nome è in accusativo, come si conviene all’oggetto ben definito di una frase […]. Nell’Occidente antico ogni cosa iniziò con lei, l’ira»44P. Sloterdijk, cit., p. 7.
. E infatti, proprio in apertura all’Iliade, leggiamo le seguenti parole: «L’ira cantami, dea, di Achille figlio di Peleo, l’ira funesta che ha inflitto agli Achei infiniti dolori, che tante anime forti ha gettato nell’Ade». L’Ira, o Thymos, di Achille è intesa come un supplemento energetico della sua psiche. È la prima parola, il motore che dà avvio alla narrazione, e Achille ne è posseduto, non la trattiene. L’individuo irato è come un proiettile, e il Thymos è l’antico luogo d’origine delle parole.

Semplificando, possiamo affermare che da Platone in poi – il quale affidava ai soli guardiani della polis l’esercizio del Thymos – tale concetto viene depotenziato e addomesticato, e l’importanza del Thymos passa così in secondo piano rispetto all’epistème, che «ha richiesto l’eliminazione della coscienza emotiva della dimensione psichica, ridotta a una polarizzazione di razionale e irrazionale. […] Il cammino della conoscenza ha abbandonato i sentieri della narrazione del “divin furore”».55F. Cambi, cit., p. 63.

Soprattutto grazie a Freud, l’impulso Erotico si è sostituito a quello Thymotico, divenendo fondamentale e aprendo così la via al desiderio, alla mancanza, all’idea di possesso e al consumo sfrenato, rendendoci fedeli alla religione promossa dal capitalismo: un monoteismo che non ammette concorrenti. L’attuale consumismo ha escluso l’orgoglio in favore dell’erotismo, l’uomo economicus è l’uomo post-moderno.

Distruzione del tempio di Baal Shamin (Palmira) – 2015.

Se l’indignazione dei giorni nostri non sa più produrre alcuna nuova idea di mondo, è plausibile pensare di poter ridare nuovo senso alla rabbia? Il crollo delle grandi narrazioni, come la politica e la religione, chiamate da Sloterdijk ‘le banche dell’ira’, ha forse tolto al soggetto debole la licenza di uccidere?

È lecito ipotizzare che il ribollimento dei Paesi mediorientali sia lo scatenarsi dell’arcaico e archetipico impulso Thymotico? Forse solo attraverso la lettura della storia odierna come lo scatenarsi in alcuni popoli dei loro istinti Thymotici e il loro indebolirsi in altri, sarà possibile comunicare e negoziare con coloro che attualmente appaiono come gli ‘arrabbiati della Storia’. Che cosa potrebbe cambiare nelle nostre vite se accettassimo come strumenti propulsivi le energie Thymotiche, prendendo in considerazione l’idea di rivitalizzare il Thymos?

Profughi siriani in attesa di ricevere gli aiuti alimentari – campo profughi di Idomeni (Grecia) – 2016. Attentato all’aeroporto di Bruxelles (Belgio) – 2016.

È chiaro che l’ira degli antichi non è più percorribile da noi occidentali. Il punto di partenza è il presente, ed è in esso che gli ‘umiliati e offesi’ dell’Occidente non dispongono più di un luogo di aggregazione della propria ira, è in tale presente che la classe media occidentale ha delegato alla mera rappresentazione la funzione di sfogare la propria rabbia. Il Thymos è stato usato come merce di scambio. Comodi e relativamente al sicuro, assistiamo inermi allo scatenarsi delle pulsioni livide di quei popoli che si trovano ancora “dentro la storia”66Cf. F. Fukuyama, La fine della storia e l’ultimo uomo, Rizzoli, Milano 2003.
 e che ci è impossibile ci è impossibile “riconoscere”.77Per approfondire il concetto di ‘riconoscimento’ e di ‘lotta per il riconoscimento’ cf. Cap. IV-A di F. Hegel, Fenomenologia dello spirito, Bompiani, Milano 2000.
 Abbiamo dimenticato il nostro passato e ci è difficile e indigesto identificarci con «la classe degli scialli neri di lana / dei grembiuli neri da poche lire / dei fazzoletti che avvolgono / le facce bianche delle sorelle / la classe degli urli antichi / delle attese cristiane / dei silenzi fratelli del fango / e del grigiore dei giorni del pianto / la classe che dà supremo valore / alle sue povere mille lire / e, su questo, fonda una vita / appena capace di illuminare / la fatalità del morire».88P. P. Pasolini, Tutte le opere. Per il cinema, I, a cura di W. Siti e F. Zabagli, Milano, Mondadori 2001, p. 401.
 La democratizzazione della felicità costituisce il motivo conduttore delle moderne politiche sociali dell’Occidente, in cui i rivoluzionari sono a tutti gli effetti identificati come dei ‘carrieristi’, e dove il contesto rivoluzionario è sempre dato da un’alleanza finalizzata all’ignoranza comune: «Per tanto, ciò che viene messo in ombra si mostra successivamente nell’amarezza degli aspiranti falliti per essere rimasti senza mezzi,

Naufragio di migranti nel Mediterraneo – 2016.

mentre gli altri arrivano in alto […]. Dobbiamo ai moti dell’animo di coloro che sono rimasti indietro la prova che l’ira va annoverata tra le energie rinnovabili».99P. Sloterdijk, Ira e Tempo, Biblioteca Melteni, Roma 2007, p. 135.

L’uomo occidentale non può sentirsi parte della grande massa di questo odierno esodo che avanza dal mare e dalla terra. Gli ‘umiliati e offesi’ marciano esausti e armati fino ai confini delle sue porte dorate. A lui tocca vivere nell’economia della pazienza, incapace di arginare le pulsioni sporche, scomode e livide di quella gente arrabbiata che «non cessa di scontrarsi con le sbarre di un sistema di cui può essere considerato il prigioniero».1010G. D. Huberman, Rabbia poetica. Nota su Pier Paolo Pasolini, estratto dalla versione online.

Profughi siriani oltrepassano la frontiera che separa Siria e Turchia – 2015.

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di Simona Squadrito
  • Simona Squadrito è curatrice e critica d'arte, vive e lavora a Milano. Dopo il conseguimento della laurea magistrale in Filosofia e Storia delle Idee all'Università degli Studi di Torino ha intrapreso un percorso lavorativo e formativo nelle arti visive, conseguendo nel 2020 il master di secondo livello in Museologia Museografia e Management dei Beni Culturali. Presidente dell'Associazione culturale Casagialla, è stata dal 2015 al 2020 direttore di Villa Vertua Masolo. È cofondatrice di "REPLICA. L'archivio italiano del libro d'artista" e cofondatrice e autrice dell'associazione culturale KABUL magazine. Dal 2014 scrive e collabora per diverse testate e piattaforme digitali.
Bibliography

F. Cambi, Nel conflitto delle emozioni. Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma 1998.
F. Fukuyama, La fine della storia e l’ultimo uomo, Rizzoli, Milano 2003.
G. W. F. Hegel, Fenomenologia dello Spirito, Bompiani, Milano 2000.
P. P. Pasolini, Tutte le opere. Per il cinema, I, a cura di W. Siti e F. Zabagli, Mondadori, Milano 2001.
F. Sarri, Socrate e la nascita del concetto occidentale di anima, Vita e Pensiero, Milano 1997.
P. Sloterdijk, Ira e Tempo, Biblioteca Melteni, Roma 2007.
 
SITOGRAFIA
G. D. Huberman, Rabbia poetica, «Carte semiotiche. Rivista Internazionale di Semiotica e Teoria dell’Immagine», versione online.