Pierre Huyghe, Exomind, 2017.
Archive: Filter by: All
Close
All
Digital Library
Editions
Magazine
Projects
alterità
attivismo
biopolitica
critica d'arte
critica ecologica
filosofia politica
intersezionalità
massmedia
neuroscienze
nuove utopie
postcolonialismo
postumanesimo
queer
sottoculture
studi culturali
studi di genere
studi sociali
studi vocali
tecnologie
Cybernetic Culture Research Unit

Il Numogramma Decimale

H.P. Lovercraft, Arthur Conan Doyle, millenarismo cibernetico, accelerazionismo, Deleuze & Guattari, stregoneria e tradizioni occultiste. Come sono riusciti i membri della Cybernetic Culture Research Unit a unire questi elementi nella formulazione di un «Labirinto decimale», simile alla qabbaláh, volto alla decodificazione di eventi del passato e accadimenti culturali che si auto-realizzano grazie a un fenomeno di “intensificazione temporale”?

K-studies

Hypernature. Tecnoetica e tecnoutopie dal presente

Avery Dame-Griff, Barbara Mazzolai, Elias Capello, Emanuela Del Dottore, Hilary Malatino, Kerstin Denecke, Mark Jarzombek, Oliver L. Haimson, Shlomo Cohen, Zahari Richter
Nuove utopieTecnologie

Dinosauri riportati in vita, nanorobot in grado di ripristinare interi ecosistemi, esseri umani geneticamente potenziati. Ma anche intelligenze artificiali ispirate alle piante, sofisticati sistemi di tracciamento dati e tecnologie transessuali. Questi sono solo alcuni dei numerosi esempi dell’inarrestabile avanzata tecnologica che ha trasformato radicalmente le nostre società e il...

La cura del morto. Il tanatoprattore all’opera
Magazine, MORIRE – Part II - Marzo 2018
Tempo di lettura: 19 min
Stefano Menichini

La cura del morto. Il tanatoprattore all’opera

Imbalsamazione e restorative art. L’American way of death dalla guerra di secessione ai giorni nostri.

Miriam Burbank (New Orleans), morta a 53 anni l’1 giugno 2014, posa al suo stesso funerale seduta a una sedia, durante il funeral party a lei dedicato, come se fosse ancora viva.

Nell’articolo precedente abbiamo compreso come il corpo in preda alla tanato-morfosi ripiombi dalla cultura che l’aveva forgiato nella vita brulicante della putrefazione e come, in America, le reazioni di funeral director e tanatoprattori di fronte al corpo decomposto siano culturalmente e professionalmente determinate. È ora giunto il tempo di varcare la soglia della mortuary room per spiare le fasi tecnico-operative cui il cadavere va incontro, ovvero la preparazione utile all’esposizione pubblica della bella salma così ottenuta durante la veglia a bara aperta. Tra le modalità principali, indicate da Adriano Favole,11Cf. A. Favole, Resti di umanità. Vita sociale del corpo dopo la morte, Laterza, Roma Bari 2008, p. 39.
con cui le varie società reagiscono alla putrefazione, le funeral home degli Stati Uniti d’America praticano quella del suo rallentamento, comprendente l’imbalsamazione temporanea, il restauro e l’imbellettamento del cadavere. Questo articolo ricostruisce l’evoluzione, presenta le tecniche e spiega le finalità di tali operazioni, chiarendo i nessi economici, sociologici e psicologici andati intrecciandosi nel contesto del capitalismo funebre occidentale avanzato.

 

Macaulay Culkin in My Girl (1991), diretto da Howard Zieff.

L’emergere della death industry. L’imbalsamazione dalla guerra di secessione alla mortuary education

Durante il XIX secolo, la maggior parte delle comunità americane accoglieva in casa degli undertaker disposti a occuparsi da soli di un intero assortimento di servizi: «Costruire una bara, avvertire parenti e amici, organizzare il funerale, contattare il sacerdote della religione appropriata, coordinare il seppellimento con il cimitero locale e preparare il cadavere».22G. Laderman, Rest in peace. A cultural history of death and the funeral home in twentieth-century America, Oxford University Press, New York 2003, p. 5.
Viste le aspirazioni lavorative, in questo periodo i becchini cominciarono a formare associazioni, a pubblicare riviste e a fondare scuole professionali, in modo da rinsaldare la propria credibilità come fidati professionisti. Ciò si espresse in un’innovazione linguistica: l’espressione funeral director, coniata nel 1882 in occasione del primo meeting nazionale degli “undertaker”.33Ibid. La National Funeral Directors Association (NFDA), nata in quell’occasione, è ancora esistente. Essa rappresenta legalmente decine di migliaia di individui e funeral home iscritti in 43 stati, pubblica una rivista mensile, organizza conferenze e meeting e sovvenz