Lina Lapelytė, What happens with a dead fish?, 2021.
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Earthbound. Superare l’Antropocene – 2° Edizione
Publications, 08 November 2021
K-studies N° 3

Earthbound. Superare l’Antropocene – 2° Edizione

Bruno Latour, Donna Haraway, Giovanna Di Chiro, Greta Gaard, Jason W. Moore, Karen Barad, T.J. Demos, Timothy Morton

Il termine “Antropocene” è ormai entrato nell’uso comune del lessico giornalistico e viene spesso impropriamente utilizzato dai media con il risultato di diffondere narrazioni sensazionalistiche di fatti ed eventi di portata scientifica globale. La diffusione capillare di questo termine all’interno degli ambiti eterogenei della sociologia, della filosofia, dell’arte e della cultura ha spinto, soprattutto negli ultimi due decenni, diverse autrici e autori ad attenzionare aspetti della questione antropocenica almeno inizialmente tralasciati e messi da parte nel dibattito internazionale. Secondo alcuni ricercatori, infatti, il termine suggerirebbe un’interpretazione degli esseri umani come tutti parimenti responsabili e in egual misura delle trasformazioni geologiche e climatiche del nostro pianeta, non tenendo conto in questo modo dell’analisi delle relazioni di potere e dei diversi rapporti di forza esercitati nello scenario geopolitico globale.

La postulazione di una colpa universale dell’essere umano come specie ignorerebbe le ragioni storiche e sociali sottese, incentivando così un processo di deresponsabilizzazione collettiva e ignorando del tutto il discorso sui modelli culturali e sociali tramite cui l’essere umano si è sviluppato durante le diverse epoche. Considerate queste premesse, un ulteriore aspetto correlato alla questione antropocenica e non ancora sufficientemente dibattuto riguarda l’intreccio dei rapporti di dominio che si basano su genere, orientamento sessuale, etnia e classe, tutti aspetti che in questo libro convergono delineando la proposta di un nuovo termine geologico: il Maschiocene.

Cosa s’intende con Maschiocene? Che ruolo hanno gli studi di genere nella discussione? In che modo il concetto di intersezionalità si inserisce nel dibattito? È possibile ripensare il concetto di maschilità?

 

INDICE DEI CONTENUTI

Gaia Bindi
Prefazione. Come sfidare l’Antropocene

Bruno Latour
L’agency ai tempi dell’Antropocene

Jason W. Moore
Verso una sintesi provvisoria: l’origine del Capitalocene

Donna Haraway
Antropocene, Capitalocene, Piantagionocene, Chthulucene: creare kin

Karen Barad
Realismo ontologico agenziale

T.J. Demos
Decolonizzare la natura

Giovanna Di Chiro
Benvenuti nel Maschiocene

Greta Gaard
Verso un ecofemminismo queer

Timothy Morton
Ecologia Queer

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"Information is power. But like all power, there are those who want to keep it for themselves. But sharing isn’t immoral – it’s a moral imperative” (Aaron Swartz)

K-studies
K-STUDIES è una collana di volumi tematici illustrati che raccolgono le traduzioni inedite dei principali testi che animano il dibattito sociale, filosofico e culturale della contemporaneità.
Autori
  • Bruno Latour
    Bruno Latour, filosofo e antropologo, è docente emerito presso l’Istituto di studi politici di Parigi e direttore del TARDE program (Theory of Actor-network and Research in Digital Environments). Dal 2018 è membro del Zentrum fur Media Kunst (ZKM) e del HfG in Karlsruhe. Nel 2013 ha vinto l’Holberg Prize. Tra i suoi principali scritti: Laboratory Life (1986), Science in Action (1987), We have never been modern (1993), Politics of Nature (2004), Face à Gaïa: Huit conférences sur le Nouveau Régime Climatique (2015) e Down to Earth: Politics in the New Climatic Regime (2017).
  • Donna Haraway
    Donna Haraway insegna all’History of Consciousness Department dell’Università della California, Santa Cruz. È autrice di volumi che hanno influenzato il pensiero contemporaneo, come Primate Visions: Gender, Race, and Nature in the World of Modern Science (1989), A Cyborg Manifesto: Science, Technology, and Socialist-Feminism in the Late Twentieth Century (1985/1991) e Staying with the Trouble. Making Kin in the Chthulucene (2016).
  • Giovanna Di Chiro
    Giovanna Di Chiro è docente di Studi Ambientali presso lo Swarthmore College, dove tiene corsi di teoria e diritto ambientale, metodi di ricerca-azione, ecofemminismo e comunità sostenibili. Ha co-fondato il campus-community Serenity Soular in North Philadelphia e pubblicato diversi volumi che intrecciano scienza ambientale, politica e attivismo, per porre l’attenzione sui diritti umani, la sicurezza alimentare e il diritto ambientale e climatico.
  • Greta Gaard
    Greta Gaard è docente di Inglese all’Università di Wisconsin-River Falls. Il suo lavoro nasce dall’intersezione di studi ecofemministi, diritto ambientale, prospettive antispeciste ed ecopolitiche. Nella prima antologia che ha curato, Ecofeminism: Women, Animals, Nature (1993), descrive la giustizia multispecie come fondamentale per la teoria ecofemminista. Tra i lavori più recenti: International Perspectives in Feminist Ecocriticism (2013), Critical Ecofeminism (2017) e il numero speciale di «BifrostOnline» su Coronavirus and Climate Change (2020).
  • Jason W. Moore
    Jason W. Moore è docente di Sociologia presso la Binghamton University. Ha recentemente presieduto la Political Economy of the World-System Section (ASA) e coordina il World-Ecology Research Network. È autore di numerosi volumi, tra cui Capitalism in the Web of Life: Ecology and the Accumulation of Capital (2015) e Anthropocene or Capitalocene? Nature, History, and the Crisis of Capitalism (2016), nonché di saggi di storia ambientale, economia politica e teoria sociale.
  • Karen Barad
    Karen Barad è docente di Feminist Studies, Philosophy, and History of Consciousness presso l’UC, dove co-dirige il Science & Justice Graduate Training Program, fondato dalla National Science Foundation. Dopo un dottorato in fisica teorica alla Stony Brook University, ha teorizzato il cosiddetto agential realism, introdotto nel 2007 nel libro Meeting the Universe Halfway: Quantum Physics and the Entanglement of Matter and Meaning.
  • T.J. Demos
    T. J. Demos è docente presso il Dipartimento di History of Art and Visual Culture (HAVC) presso l'UC, direttore e fondatore del Center for Creative Ecologies, storico dell’arte e scrittore focalizzato sull’arte contemporanea e la cultura visiva in relazione alla globalizzazione, alla politica, alle migrazioni e all’ecologia.
  • Timothy Morton
    Timothy Morton è docente di letteratura inglese presso la Rice University, a Houston. Tra i suoi libri più significativi: Dark Ecology (Columbia University Press, 2016), Hyperobjects: Philosophy and Ecology After the End of the World (University of Minnesota Press, 2013), The Ecological Thought (Harvard University Press, 2010) e Ecology without Nature (Harvard University Press, 2007). Membro del movimento filosofico della Object Oriented Ontology (OOO), il suo lavoro esplora l’intersezione del pensiero orientato agli oggetti e degli studi ecologici attraverso riferimenti alle arti, alla letteratura e alla filosofia.