Pierre Huyghe, Exomind, 2017.
Archive: Filter by: All
Close
All
Digital Library
Editions
Magazine
Projects
alterità
attivismo
biopolitica
critica d'arte
critica ecologica
filosofia politica
intersezionalità
massmedia
neuroscienze
nuove utopie
postcolonialismo
postumanesimo
queer
sottoculture
studi culturali
studi di genere
studi sociali
studi vocali
tecnologie
Cybernetic Culture Research Unit

Il Numogramma Decimale

H.P. Lovercraft, Arthur Conan Doyle, millenarismo cibernetico, accelerazionismo, Deleuze & Guattari, stregoneria e tradizioni occultiste. Come sono riusciti i membri della Cybernetic Culture Research Unit a unire questi elementi nella formulazione di un «Labirinto decimale», simile alla qabbaláh, volto alla decodificazione di eventi del passato e accadimenti culturali che si auto-realizzano grazie a un fenomeno di “intensificazione temporale”?

K-studies

Hypernature. Tecnoetica e tecnoutopie dal presente

Avery Dame-Griff, Barbara Mazzolai, Elias Capello, Emanuela Del Dottore, Hilary Malatino, Kerstin Denecke, Mark Jarzombek, Oliver L. Haimson, Shlomo Cohen, Zahari Richter
Nuove utopieTecnologie

Dinosauri riportati in vita, nanorobot in grado di ripristinare interi ecosistemi, esseri umani geneticamente potenziati. Ma anche intelligenze artificiali ispirate alle piante, sofisticati sistemi di tracciamento dati e tecnologie transessuali. Questi sono solo alcuni dei numerosi esempi dell’inarrestabile avanzata tecnologica che ha trasformato radicalmente le nostre società e il...

Queer, qui e ora
Magazine, PEOPLE – Part II - Gennaio 2019
Tempo di lettura: 12 min
Marco Pustianaz

Queer, qui e ora

Contro la diffusione di visioni stereotipate e immaginari precostituiti.

Divine in una scena di Pink Flamingos (John Waters, 1972).

 

In occasione della pubblicazione di Queerdo. Antologia di studi di genere, realizzata da KABUL Editions, pubblichiamo la prefazione al volume scritta dal docente universitario Marco Pustianaz.


La lettura dei testi tradotti in questa antologia restituisce bene alcune caratteristiche degli studi e delle teorie queer nel mondo anglofono: innanzitutto, la centralità della critica anti-sessista e anti-trans/omofobica; in secondo luogo, il senso di urgenza di un’analisi che non si limita a descrivere e studiare un oggetto o un fenomeno, ma ha l’attitudine di un intervento nel bel mezzo dei termini costitutivi per la loro comprensione; infine, la scelta ad ampio raggio e interdisciplinare dei propri “oggetti” di studio, che possono spaziare dalla letteratura alla cultura hip hop, dalla dance music alla politica dei corpi nella vita quotidiana, secondo una prospettiva che non ha mai la presunzione di essere esterna. A questo si aggiunga il presupposto teorico e politico dell’intersezionalità, vale a dire la consapevolezza che non è possibile isolare un singolo asse di oppressione, ma è necessario cercare di comprendere la co-implicazione dei meccanismi di dominio per poter aprire la strada a una politica di coalizione di soggetti resistenti, non definiti in termini rigidamente identitari. Tutto ciò è poi legato alla coscienza che il capitalismo nell’era attuale sia diventato ormai produttore e regolatore di soggettività e possibilità di vita, innestandosi in modo profondo, anche se non sempre visibile, all’interno delle tradizionali categorie analitiche di genere, sesso, sessualità, razza ecc.

Tempesta (Storm), personaggio Marvel creato nel 1975 da Len Wein e Dave Cockrum.

Da questo punto di vista l’approccio queer anglofono è erede delle aspirazioni radicali dei movimenti degli anni Settanta, passate al vaglio della restaurazione conservatrice delle amministrazioni Reagan o Thatcher e della ristrutturazione capitalista operata dal neoliberismo. L’effetto di quest’ultima è stato di preparare il dominio globale del mercato, accettato ormai da molti come orizzonte immanente di senso comune, come necessità strutturale pressoché inevitabile e dunque trans-storica. Nel frattempo, l’accelerazione dell’impatto delle tecnologie digitali, l’avanzata inarrestabile delle piattaforme social e del loro modello di connettività, posta sotto l’egida di potenti aziende multinazionali, l’erosione delle protezioni del welfare state a profitto della finanziarizzazione dell’economia, hanno investito con la forza silenziosa di una rivoluzione permanente la vita di tutti i soggetti. La sfida a cui deve rispondere la teoria queer contemporanea è come leggere e interpretare in modo nuovamente radicale l’aspirazione di libertà e di trasformazione delle relazioni, interpersonali e sociali, portata avanti dai movimenti degli anni Settanta.

La connessione tra personale e politico serviva a far esplodere l’arbitraria divisione tra sfera pubblica e privata.

Così come nei paesi anglofoni, anche in Italia gli anni Settanta videro la fioritura di una stagione di pensiero e di attivismo rivoluzionario, sia con il movimento femminista che con il movimento gay, lesbico e trans. In Italia, quell’eredità e quel progetto trasformativo hanno dovuto attraversare la discontinuità dopo il ’77 e i cosiddetti “anni di piombo”, il “riflusso” degli anni Ottanta e la ritirata parziale dei movimenti sociali dagli spazi pubblici. A differenza dei paesi anglofoni (in particolare gli USA) dove il femminismo ha continuato ad alimentare una produzione complessa e conflittuale di revisione teorica e politica, l’Italia negli anni Ottanta sembra mancare di un analogo ripensamento profondo. Eppure, se si rileggono con attenzione alcuni dei testi degli anni Settanta (per esempio Mario Mieli11Il testo più famoso di Mieli, Elementi di critica omosessuale (1977), è stato ripubblicato da Feltrinelli nel 2002 con un apparato di postfazioni a opera di critici e te