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Virilità omolatente e cultura hip hop
Magazine, LOCUS - Part II - Maggio 2021
Tempo di lettura: 10 min
Moya Bailey

Virilità omolatente e cultura hip hop

Rappresentazioni della maschilità nel mondo hip hop e gestione delle relazioni omosociali in USA.

Un frame da “Montero (Call Me By Your Name)” di Lil Nas X, 2021. L’artista, per evidenti ragioni cronologiche, non è citato da Moya Bailey, ma abbiamo deciso di inserirlo come esempio di un nuovo approccio visivo più dichiaratamente queer alla cultura hip hop.

 

Pubblichiamo un estratto dal testo di Moya Bailey, apparso nel 2013 e tradotto per la prima volta in italiano all’interno di Queerdo. Antologia di studi di genere (KABUL Editions, 2018), in cui l’autrice analizza da una prospettiva queer i motivi profondamente misogini e omofobi che contraddistinguono una parte considerevole della cultura hip hop, dalla sua nascita ai nostri giorni, contribuendo ad alimentare un immaginario negativo in cui gli uomini cisgender parlano soltanto tra loro.


Audre Lorde ci dice che dare i nomi alle cose è importante. Quando si è presentata come “poetessa guerriera madre femminista lesbica nera”, stava volontariamente posizionando se stessa e le sue prospettive in un contesto di identità co-costitutive.11Teresa de Lauretis, Feminism and Its Differences, Pacific Coast Philology 25, 1, 2, nov. 1990:24.
Nikki Finney sostiene che “la ripetizione è sacra”.22Nikky Finney’s 2011 National Book Award in Poetry Acceptance Speech, 2011. www.youtube.com/watch?v=BFSiKx-hzks&feature=youtube_gdata_player.
La solita storia di Lorde a proposito delle sue molteplici identità è divenuta un incantesimo di protezione in tutti gli spazi in cui è entrata, ponendo le fondamenta di se stessa e segnalando agli altri chi era. Io mi identifico come queer. Quando mi definisco queer lo faccio con un intento simile. La mia definizione preferita di che cosa voglia dire essere queer viene dalla zine Towards the Queerest Insurrection:

«[Q]ueer non è un’area stabile da abitare. Queer non è semplicemente un’altra identità che può essere aggiunta a una lista di categorie sociali precise, né la somma numerica delle nostre identità. Si tratta piuttosto di una presa di posizione di opposizione qualitativa alle affermazioni di stabilità – un’identità che problematizza i limiti manovrabili dell’identità. Quello queer è un territorio di tensione, che si definisce sullo sfondo della narrativa dominante del patriarcato bianco-etero-monogamo, ma che si caratterizza anche per un’affinità con tutti coloro che sono emarginati, resi “altro” e oppressi. Queer è l’anormale, lo strano, il pericoloso. Queer coinvolge la nostra sessualità e il nostro genere, ma anche molto di più. È il nostro desiderio, le nostre fantasie e ancora di più. Queer è la coesione di tutto in conflitto con il nostro mondo capitalistico eterosessuale. Queer è il rifiuto assoluto del regime del Normale“…Queer è il rifiuto assoluto del regime del Normale”».

È tale definizione a determinare la mia riflessione su chi e che cosa si trovi sotto l’ombrello del queer. Mi interessa il modo in cui il queer si trova in relazione con l’hip hop, perché il patriarcato, la misoginia, il capitalismo e altre forme di kyriarchia sono spesso gli ingredienti principali della produzione lirica di artisti che presumibilmente “queerizzano” il genere. Voglio essere cauta nell’identificare i fenomeni, riscontrabili nell’hip hop, che disturbano la nostra nozione di cosa si pensi essere l’eterosessualità, ma intendo anche restare critica a proposito dell’attaccamento queer nei confronti di tale comportamento. Nel voler nominare lo specifico comportamento omosociale degli uomini neri nella cultura hip hop americana (statunitense), propongo il termine “omolatente”: “omo” mette in primo piano l’orientamento comportamentale verso lo stesso sesso; “latente” presagisce il potenziale “patologico” dell’irruzione del desiderio queer nel reale. Inoltre, la serie di libri Patternist della scrittrice afrofuturista Octavia Butler presenta personaggi con poteri sovrannaturali che vengono attivati attraverso un doloroso processo di transizione. Per coloro che non sono in grado di compiere una transizione, i loro poteri “latenti” si manifestano come una propensione alla violenza e alla distruzione nichilistica, indirizzata a coloro che sono più vicini. La natura violenta delle interazioni omolatenti distingue questo fenomeno dalla terminologia tradizionale usata per descrivere l’attrazione tra persone dello stesso sesso. Diversamente da “queer”, “omosessuale” o da “che ama lo stesso sesso”, omolatente cerca di rendere l’abiezione del desiderio. I libri stessi intaccano la nostra concezione di razza, genere e sessualità. Tali categorie di differenza, spesso lette come fisse, divengono fluide attraverso personaggi che cambiano abito e/o corpo. Tuttavia, queste forme queer non sono neutre. Per alcuni, queste transizioni significano morte, dolore e distruzione. L’essere queer non è utopistico. Il suo valore è condizionale e il punto di vista è importante. La storia solleva molte questioni che riguardano il consenso, la libertà, l’interdipendenza e la mutevolezza dell’identità a un livello sia letterale sia figurato.

Gli uomini neri hanno molto di cui essere depressi.

Con l’avanzare della serie ai lettori vengono svelati sempre più i personaggi latenti disturbati, le cui salute e benessere sono compromesse dall’automedicamento attraverso sostanze e comportamenti nocivi. Il potere sublimato delle persone latenti filtra in maniera violenta e autodistruttiva. Uno studio del 2012 ha rilevato che un ragazzo nero su quattro alla scuola materna “è convinto che non avrà successo a scuola”. “Un uomo nero su tre ha buone probabilità di andare in prigione almeno una volta nella vita”.44The Top 10 Most Startling Facts About People of Color and Criminal Justice in the United States; http://www.americanprogress.org/issues/race/
Gli uomini neri tra i quindici e i ventinove anni hanno più probabilità di morire per omicidio che per qualsiasi altra causa.55Kaiser Family Foundation, Race, Ethnicity & Health Care Fact Sheet: Young African American Men in the United States, luglio 2006.
I poteri soffocati dei latenti ricordano gli spiriti soggiogati degli uomini neri negli Stati Uniti razzializzati.

Frame da The Strap Step, The Lost Bois, 2012, esempio positivo dalla versione integrale del testo su Queerdo, KABUL Editions, 2018

Gli uomini neri hanno molto di cui essere depressi. Un afroamericano su quattordici finisce in galera, contro uno su centosei tra gli uomini bianchi.66Si veda Michelle Alexander, The New Jim Crow, New York, The New Press, 2012.
Un uomo nero su tre, nell’arco della sua vita, andrà in prigione. Politiche controverse come lo “stop and frisk” (ferma e perquisisci) nella città di New York – una pratica che consente alla polizia di fermare e perquisire le persone a piacere – colpisce in maniera sproporzionata le persone nere. Nel 2011, il 53% delle persone che sono state fermate e perquisite erano nere.77Christopher Mathias, NYPD Stop And Frisks: 15 Shocking Facts About A Controversial Program, «Huffington Post».
Il 25,6% delle persone fermate erano giovani uomini neri, nonostante questi costituiscano solo l’1,9% della popolazione della città.88Ibid.
Secondo bloomberg.com, “il rapporto tra occupazione e popolazione per gli uomini neri tra i 16 e i 24 anni era del 33% ad agosto, contro il 52% di uomini bianchi della stessa età. Ma il numero di neri risultava più alto per l’esclusione dei carcerati da questa cifra. Anche il numero di bianchi è più alto del reale, ma meno perché meno uomini bianchi sono in carcere”.99Peter Coy, The Plight of Young, Black Men Is Worse Than You Think, BusinessWeek: Global_economics.
Queste statistiche raccontano solo una parte della storia; le modalità con cui la violenza di Stato crea un circolo vizioso di immobilità attorno agli uomini neri richiedono di essere decifrate. Gli stereotipi sugli uomini neri influenzano il modo in cui le persone trattano i bambini maschi neri, mettendo in moto una serie di eventi che conducono a basse aspettative e a sogni repressi.

Il mio termine “omolatente” cerca di includere in modo più preciso le modalità con cui la virilità e l’eterosessualità sono comunicate attraverso inconsistenti enunciati performativi, che spesso includono un comportamento omosociale che non è erotico in senso lordiano, né sessuale nei modi in cui gli uomini queer esprimono il loro desiderio per l’altro. Se esiste una connessione iperrelazionale tra uomini, poiché molta della virilità nera influenzata dall’hip hop dipende dalle relazioni di maschi tra loro e non con le donne, esito tuttavia a chiamarli semplicemente omosociali. Sappiamo che molte culture sono omosociali quando gli uomini si tengono per mano, possono essere affettuosi e intimi l’uno con l’altro senza per questo essere considerati gay; ma nel rigido contenitore della virilità nera eterosessuale degli Stati Uniti, molti elementi del contatto fisico sono percussivi e rapidi. Le strette di mano, le pacche sul sedere e sulle spalle si caratterizzano per l’intensità e la brevità, intenzionalmente intermittente per tenere a bada la sensualità di un contatto prolungato. Gli uomini eterosessuali neri hanno stabilito chiaramente i parametri di quando e dove possono toccarsi l’uno con l’altro“…Gli uomini eterosessuali neri hanno stabilito chiaramente i parametri di quando e dove possono toccarsi l’uno con l’altro”. L’uso ripetitivo della frase “no omo” manifesta l’ansia che circonda la fragilità dell’eterosessualità. “No omo” diviene la formula magica di protezione propria dell’eterosessualità e della virilità mascolina.

I teorici interessati a dimostrare l’inconsistenza dell’identità eterosessuale e ispirati dalla plasticità analitica del queer applicano il termine ad azioni, comportamenti e manifestazioni di persone che si identificano come eterosessuali. Ho apprezzato come tale strategia generi improbabili coalizioni tra i gruppi più disparati. Il contributo fondamentale di Cathy Cohen, Punks, Bulldaggers, and Welfare Queens: The Radical Potential of Queer Politics, è un chiaro esempio di quali gruppi possono essere riuniti sotto lo stesso ombrello della teoria queer.1010E. Patrick Johnson e Mae G. Henderson, Black Queer Studies: A Critical Anthology, Durham: Duke University Press, 2005, pp. 21-51.
In ogni caso, Cohen è molto attenta a non confondere con l’identità queer le modalità con cui i soggetti minoritari sono danneggiati dal loro stato non normativo, all’interno del patriarcato capitalistico eterosessuale, fautore della supremazia bianca. Propongo “omolatente” come termine che va ad aggiungersi al lessico della teoria queer, descrivendo una dinamica particolare nelle relazioni tra uomini neri eterosessuali. Come le rappresentazioni della virilità nell’hip hop rappresentano l’omolatenza?

THEESatisfaction, 2015, altro esempio virtuoso citato dall’autrice OFWGKTA or Odd Future Wolf Gang Kill Them All

Quando si collega questo termine di derivazione afrofuturista alle tematiche dell’hip hop, un esempio lampante è quello del collettivo musicale Odd Future Wolf Gang Kill Them All. I loro testi violenti, l’oggettivazione delle donne, le loro buffonate alla Jackass1111Ci si riferisce a uno spettacolo di MTV che ha avuto luogo tra il 2000 e il 2002, dove Johnny Knoxville e amici si fanno scherzi di vario tipo a vicenda, come tirarsi dei pugni sui genitali e altro.
e l’omofobia, nonostante – o forse per – la presenza di Frank Ocean1212Frank Ocean è un membro degli Odd Future che ha scritto una lettera pubblica in cui parla di un suo amore passato per un uomo, non corrisposto.
e Syd,1313Conosciuta in passato come Syd tha Kid, Syd è l’unico membro degli Odd Future che si identifica come donna ed è dichiaratamente lesbica.
tutto contribuisce a una grandiosa performance di dolore e violenza, che è intrinsecamente collegata alla virilità. La sessualità dei membri del gruppo non ha davvero importanza, poiché sono le loro manifestazioni di genere a unire il gruppo. Nel video attualmente vituperato di MTV, Syd ricorda la sua conversazione con il padre a proposito del fatto che fosse la sola donna cisgender in un gruppo di soli uomini cisgender. Syd afferma: “La prima volta che ho affermato di trovarmi un sacco bene con gli Odd Future, mio padre era tipo ‘Ma davvero? Cioè, questi dicono le peggio cose e tu sei lì con loro, da femmina, cioè prendi a schiaffi in faccia un sacco di altre femmine’. E io gli faccio ‘È quello che faccio. Prendo a schiaffi le puttanelle, papà’”.14142 Chainz, Birthday Song (Explicit) ft. Kanye West, 2012.
Il commento di Syd provoca le risate degli altri membri di Odd Future. Syd è una dei ragazzi per la sua intenzione di prendere a schiaffi le puttanelle. La sua appartenenza è ricollegata alla sua identità di genere e alla sua esibizione, che in questo video è costituita dalla violenza manifestata nei confronti delle donne. Il gruppo si consolida intorno all’espressione di genere omogenea che ripetitivamente ridicolizza le donne. L’identità lesbica di Syd e la sua intenzione a collocarsi separatamente dalle altre donne sostengono la sua posizione all’interno del gruppo.

Lil Wayne in un frame di “Holly Weezy”, 2015

La bizzarra “futurificazione” dell’hip hop mainstream illustra ulteriormente l’ubiquità del contenuto estetico e omolatente dell’“Io sono diverso”. Il video della canzone di 2 Chainz e Kanye West, Birthday Song, segue uno strano modello futuristico, mostrando persone con corpi non normativi usate come vetrina all’interno di un video che oggettiva le donne e celebra i valori materiali. Usando da sfondo la sua festa di compleanno in una distopica casa di periferia, 2 Chainz si muove attraverso una mescolanza di immagini scollegate. Un indiano con gli occhiali beve una birra in bottiglia e balla in modo strano mentre guarda dritto nella telecamera. Un nano corre su per le scale di casa, dopo che una folla ha tirato fuori da una macchina un clown e l’ha preso a botte con bastoni e mazze da golf. Quattro gemelli poco convinti assistono alla lap dance di altrettante spogliarelliste, vestiti secondo un’estetica hipster chic.1515Ibid.

Gli studiosi di hip hop continuano a esplorare le modalità attraverso cui gli uomini cisgender parlano quasi esclusivamente tra loro nell’hip hop. Tali comportamenti omosociali necessitano di un referente femminile, ma questo raramente è un soggetto parlante, in questi casi. L’immaginario è caustico e di conseguenza irritante. Questi artisti vanno oltre il razzismo ammiccante dei comici cabarettistici come Sarah Silverman, proponendo risolutamente versi che sono sconvolgenti da quanto sono grotteschi – sfidando chiunque a esprimere dissenso. Anticipano e respingono le critiche allo stesso tempo. Dopo aver detto all’ipotetico pubblico cisgender che “si merita una cosa a tre”, Kanye canta: “Sto scherzando, sono serio…”. Continua poi a dire che se una donna va con lui, fa meglio a far sesso come dice lui o ne subirà le conseguenze.1616Ibid.
La ripetizione degli stessi tropi a livello di testo e di immagine nell’intervista video a Syd e l’immaginario di Birthday Song sono rappresentativi delle tendenze di molti video musicali rap popolari nel 2012. Nella ricorrenza di messaggi volutamente profani all’interno della musica, vi è una certa religiosità. La ripetizione è sacra.

2 Chainz e Kanye West da un frame del video Birthday Song, 2012

 

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"Information is power. But like all power, there are those who want to keep it for themselves. But sharing isn’t immoral – it’s a moral imperative” (Aaron Swartz)

di Moya Bailey
  • Moya Bailey insegna presso il Dipartimento di culture, società e studi globali e il Programma di studi sulle donne, di genere e sessualità (WGSS) alla Northeastern University. È co-fondatrice del collettivo Quirky Black Girls e collabora con l’Octavia E. Butler Legacy Network. Cura l’iniziativa #transformDH Tumblr in Digital Humanities (DH) ed è tra i sostenitori di Allied Media Conference.