Pierre Huyghe, Exomind, 2017.
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Cybernetic Culture Research Unit

Il Numogramma Decimale

H.P. Lovercraft, Arthur Conan Doyle, millenarismo cibernetico, accelerazionismo, Deleuze & Guattari, stregoneria e tradizioni occultiste. Come sono riusciti i membri della Cybernetic Culture Research Unit a unire questi elementi nella formulazione di un «Labirinto decimale», simile alla qabbaláh, volto alla decodificazione di eventi del passato e accadimenti culturali che si auto-realizzano grazie a un fenomeno di “intensificazione temporale”?

K-studies

Hypernature. Tecnoetica e tecnoutopie dal presente

Avery Dame-Griff, Barbara Mazzolai, Elias Capello, Emanuela Del Dottore, Hilary Malatino, Kerstin Denecke, Mark Jarzombek, Oliver L. Haimson, Shlomo Cohen, Zahari Richter
Nuove utopieTecnologie

Dinosauri riportati in vita, nanorobot in grado di ripristinare interi ecosistemi, esseri umani geneticamente potenziati. Ma anche intelligenze artificiali ispirate alle piante, sofisticati sistemi di tracciamento dati e tecnologie transessuali. Questi sono solo alcuni dei numerosi esempi dell’inarrestabile avanzata tecnologica che ha trasformato radicalmente le nostre società e il...

Intrattenimento o Indottrinamento?
Magazine, MORIRE – Part II - Marzo 2018
Tempo di lettura: 22 min
Alberta Romano

Intrattenimento o Indottrinamento?

Breve compendio contro la morte assistita del senso critico.

BoJack Horseman – 2014 – s01 e02.

 

Princess Carolyn: BoJack! Are you watching MSNBC right now?
BoJack Horseman: Great question. Well, I didn’t fall down on my remote, randomly changing the channel to MSNBC, while simultaneously crippling myself, thus forcing me to watch MSNBC, so no. I’m *not* watching MSNBC right now.
(BoJack Horseman, 2014, s01 e02)

Contro la comunicazione

Nel 2004 Mario Perniola, filosofo, teorico e scrittore, recentemente scomparso, scrive un breve e lungimirante saggio intitolato Contro la Comunicazione. Nel suo testo, Perniola analizza, con estrema lucidità, i pericoli che la comunicazione massmediatica può procurare sulla conoscenza e sulla qualità del senso critico dell’individuo contemporaneo, e lo fa mettendo in contrapposizione una serie di difetti intrinseci alle modalità operative della comunicazione con alcuni pregi dell’estetica e del suo sistema di valori totalmente opposto a quello massmediatico. Per ora ci concentreremo solo sull’analisi dei difetti della comunicazione, per poi passare, in un secondo momento, a un’analisi delle possibili soluzioni sulla base delle avvertenze segnalate da Perniola.

 

Piero Angela – SuperQuark (1995-2018).

La comunicazione mediatrice

Secondo Perniola, uno dei maggiori difetti della comunicazione sarebbe quello di essere fautrice della scomparsa della figura del mediatore e di essere diventata, essa stessa, l’unica figura di mediazione consentita tra contenuto e fruitore.

La comunicazione massmediatica, infatti, vanta tra le sue doti principali quella di rivolgersi direttamente al pubblico, “qualità” che, sebbene le conferisca una parvenza molto democratica, non fa altro che danneggiare il contenuto che tenta – se di reale tentativo si può parlare – di trasmettere.

Togliendo al contenuto la possibilità di essere rappresentato in maniera adeguata da un mediatore qualificato, che ne conosca tutti i dettagli e le sfaccettature, la comunicazione non fa altro che operare «un livellamento della varietà delle esperienze su di un solo registro», e facendo questo «esercita su tutto ciò che tocca un’estrema violenza, appiattendolo, banalizzandolo, privandolo di ogni luce e interesse»,11M. Perniola, Contro la comunicazione, Einaudi, Torino 2004, pp. 86-87.
il tutto a favore del raggiungimento di un bacino di utenza sempre più vasto.

 

Il 43° presidente degli Stati Uniti George W. Bush insieme al Dalai Lama – 2007.

La comunicazione totalitaria

Un’altra caratteristica fondamentale della comunicazione messa in luce da Perniola è il suo totalitarismo. La comunicazione, infatti, non si schiera (o almeno dichiara di non farlo) pretendendo di «parlare contemporaneamente di una cosa, del suo contrario e di tutto ciò che sta in mezzo ai due opposti». Dimostrandosi «totalitaria in una misura molto maggiore del totalitarismo politico tradizionale».22Ivi, p. 9.
Ciò rende la comunicazione una forza onnipresente capace di occuparsi di tutto, senza alcuna limitazione, e in grado, soprattutto, di acquisire credibilità da un numero sempre maggiore di fasce di pubblico.

 

La comunicazione ambivalente

Tuttavia, l’atto di suppo