Pierre Huyghe, Exomind, 2017.
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Cybernetic Culture Research Unit

Il Numogramma Decimale

H.P. Lovercraft, Arthur Conan Doyle, millenarismo cibernetico, accelerazionismo, Deleuze & Guattari, stregoneria e tradizioni occultiste. Come sono riusciti i membri della Cybernetic Culture Research Unit a unire questi elementi nella formulazione di un «Labirinto decimale», simile alla qabbaláh, volto alla decodificazione di eventi del passato e accadimenti culturali che si auto-realizzano grazie a un fenomeno di “intensificazione temporale”?

K-studies

Hypernature. Tecnoetica e tecnoutopie dal presente

Avery Dame-Griff, Barbara Mazzolai, Elias Capello, Emanuela Del Dottore, Hilary Malatino, Kerstin Denecke, Mark Jarzombek, Oliver L. Haimson, Shlomo Cohen, Zahari Richter
Nuove utopieTecnologie

Dinosauri riportati in vita, nanorobot in grado di ripristinare interi ecosistemi, esseri umani geneticamente potenziati. Ma anche intelligenze artificiali ispirate alle piante, sofisticati sistemi di tracciamento dati e tecnologie transessuali. Questi sono solo alcuni dei numerosi esempi dell’inarrestabile avanzata tecnologica che ha trasformato radicalmente le nostre società e il...

Survivor (feat. Cripta747 & Not)
Magazine, OTHERING – Part I - Settembre 2019
Tempo di lettura: 7 min

Survivor (feat. Cripta747 & Not)

Abbiamo invitato alcuni docenti, artisti e curatori a riflettere sulle possibili interconnessioni tra teoria queer e attuale critica ecologica: l'ecoqueer come possbile prospettiva per superare la logica binaria e dicotomica della società occidentale.

Immagine dal talk SURVIVOR, 19 ottobre 2019.

 

“La critica ecologica e la teoria queer sembrano incompatibili, ma se dovessero incontrarsi assisteremmo a una fantastica esplosione”.
(Timothy Morton)

Con queste parole, il filosofo inglese Timothy Morton dà inizio a un articolo, pubblicato nel 2010 e intitolato Queer ecology, in cui tenta di ricondurre il discorso sulle discriminazioni sociali, sessuali e di genere all’interno della più ampia cornice dei temi ambientali.

Lo slogan di Donna Haraway “Make Kin, Not Babies” in un adesivo della Duke University Press, 2015.

Che cos’hanno in comune l’improvviso aumento del livello dei mari – per cui si stima che dall’inizio del 2019 si siano sciolte più di 200 miliardi di tonnellate di ghiaccio proveniente dalla Groenlandia – con l’attuale crisi umanitaria dei migranti, che ha visto tra il 2014 e il 2019 quasi 15.000 persone decedute nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa dalle coste africane? Esiste un minimo comune denominatore tra le quotidiane discriminazioni di genere e sessuali e i recenti fatti accaduti in Amazzonia che prospettano l’immagine di un’imminente distruzione ecologica?

Esempio di Dictyostelium discoideum, la cosiddetta “Ameba sociale”, riferimento emerso durante l’intervento di Marco Pustianaz.

Le categorie dualistiche attraverso cui si esprime la società occidentale hanno precise origini storiche che si riflettono quotidianamente sia nelle modalità tramite cui si definisce l’identità degli individui, con le definizioni normative di sesso, genere ed etnia, sia nel processo di oggettivazione dell’ambiente, con la distinzione discriminante tra uomo e natura. La logica binaria genera infatti sistemi gerarchici di oppressione, in cui concetti normativi come “maschio”, “eterosessuale”, “bianco” e “naturale” esercitano continue forme di dominio e pratiche di esclusione.

Il nostro modello sociale, politico ed economico si nutre di “differenze” (e di termini oppositivi che generano antagonisti), le sfrutta e fa dipendere la propria sopravvivenza da esse, attuando una pratica radicale di espulsione e sfruttamento nei confronti degli individui e di interi ecosistemi.

Contro questo immaginario incalzante della catastrofe, le prospettive e le teorie queer, fondate su una logica di inclusività, equità, biodiversità e condivisione, possono oggi intervenire in opposizione a tali dinamiche di sfruttamento ecologico, umano e sociale, basate su strutture gerarchiche ormai obsolete, prospettando pertanto scenari alternativi a quello sinora vigente.