Alessandro Sciarroni, FOLK-S, will you still love me tomorrow?, 2012, ph. Matteo Maffesanti.
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Mecenatismo e produzione: le necessità delle mostre periodiche (feat. Miart)
Project, 12 April 2017
Talk/Podcast

Mecenatismo e produzione: le necessità delle mostre periodiche (feat. Miart)

Lorenzo Fusi, Giovanni Giuliani e Beatrice Trussardi, moderati da Florence Derieux, presentano il talk "Mecenatismo e produzione: le necessità delle mostre periodiche".

Rosa Barba, Subconscious Society, a Feature, 35 mm film, color, sound, 40’, 2014. L’opera ha vinto l’International Prize of Contemporary Art dell’edizione 2016.

 

La redazione di KABUL magazine, in collaborazione con ATP DIARY, ha deciso di rendere disponibili le registrazioni audio di alcuni dei talk di Miart 2017. Gli ospiti invitati al programma di miartalks 2017 – a cura di Ben Borthwick (direttore artistico, Plymouth Arts Centre, Plymouth), Diana Campbell Betancourt (direttrice artistica, Samdani Art Foundation e capo curatrice, Dhaka Art Summit 2018, Bataan e Dhaka) – affronteranno un tema di grande attualità che coinvolge il sistema artistico su scala globale: «il presente e il futuro delle biennali e le sfide delle grandi mostre periodiche nel mondo». L’archivio digitale di KABUL si arricchirà così di podcast, accompagnati da brevi testi introduttivi, facilmente fruibili dai lettori. La raccolta restituirà una documentazione sull’argomento rappresentativo di quest’anno, considerato dai più come uno dei più ricchi per il mondo dell’arte per la grande quantità di appuntamenti offerti.

Domenica 2 aprile, presso lo spazio dedicato alla sezione miartalks, si è concluso l’ultimo degli incontri previsti, incentrato su come i mecenati dell’arte contemporanea sostengano la produzione degli artisti anche all’interno di contesti internazionali e di alto profilo come le biennali. Protagonisti dell’incontro sono stati Lorenzo Fusi (direttore artistico, International Contemporary Art Prize, The Prince Pierre Foundation, Monaco), Giovanni Giuliani (collezionista, Fondazione Giuliani, Roma) e Beatrice Trussardi (presidente, Fondazione Nicola Trussardi, Milano), moderati da Florence Derieux (curatrice di American Art e Centre Pompidou Foundation).

Roberto Cuoghi, Mei Gui, Installation view, 53esima Biennale di Venezia, 2009, Ph. by Alessandra Sofia. Nel Palazzo delle Esposizioni (ex Padiglione Italia) dei Giardini, all’interno della rassegna internazionale Fare Mondi curata da Daniel Birnbaum, la Fondazione Nicola Trussardi ha reso possibile la presentazione dell’opera di Roberto Cuoghi, giovane artista italiano che ha creato negli storici spazi del giardino di Carlo Scarpa un’installazione sonora in cui musiche cinesi e atmosfere orientali sono ricostruite con la voce dell’artista.

Beatrice Trussardi racconta brevemente la storia della sua Fondazione: nata nel 1996 a Palazzo Marino con lo scopo di sostenere e promuovere gli artisti producendo mostre e opere d’arte contemporanea, la Fondazione ha sin dall’inizio stabilito di non acquisire e collezionare le opere prodotte. Non possedendo dunque una collezione, Fondazione Trussardi affianca gli artisti collaborando con istituzioni internazionali come le biennali facendosi carico delle spese di produzione dei singoli lavori che, dopo essere stati prodotti, rimangono in mano agli artisti e alle loro gallerie.

Will Benedict, The Bed That Eats, video still, 2015, ph. by Giorgio Benni, courtesy Galerie Balice Hertling, Paris & Gio’ Marconi, Milan. La mostra di Will Benedict si è appena tenuta all’interno di Fondazione Giuliani.

Dalle parole di Giovanni Giuliani si comprendono gli scopi e i propositi per cui è nata la sua Fondazione, concepita inizialmente come uno spazio espositivo classico con una programmazione di 3-4 eventi espositivi all’anno, per poi estendersi ulteriormente alla pianificazione e realizzazione di una serie di progetti ‘speciali’, quali singole produzioni di opere d’arte e mostre organizzate in spazi pubblici e biennali. Come Fondazione Trussardi, anche Fondazione Giuliani non acquisisce automaticamente le opere che decide di finanziare, continuando a sostenere gli artisti durante la produzione per realtà nazionali (come per esempio il MAXXI) e internazionali (come la Biennale di Venezia).

Nato nel 1965, l’International Contemporary Art Prize – spiega Lorenzo Fusi – si è affermato con lo scopo di sostenere e supportare artisti che cominciano ad avere una rilevanza nel panorama artistico internazionale, attraverso una donazione in denaro che si configura come il primo passo per la commissione di un nuovo lavoro, anche in questo caso in stretta collaborazione con eventi espositivi internazionali e biennali.

Chiude il talk Florence Derieux, che chiede agli ospiti quale rilevanza abbia, all’interno di queste tre realtà delineate, la figura del curatore, e quali caratteristiche e specificità sia in grado di incanalare all’interno di un contesto istituzionale che vede mecenati e artisti lavorare insieme a un progetto comune e condiviso.

 

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