Alessandro Sciarroni, FOLK-S, will you still love me tomorrow?, 2012, ph. Matteo Maffesanti.
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Abbandonare i fantasmi colonialisti sulla rotta della Carte du pays de Tendre
Magazine, PEOPLE - Part I - Luglio 2018
Tempo di lettura: 6 min
Carolina Gestri, Francesca Vason

Abbandonare i fantasmi colonialisti sulla rotta della Carte du pays de Tendre

In occasione di LIVE WORKS_Performance Act Award Vol. 6 (Centrale Fies), proponiamo una bibliografia di approfondimento che accompagna le ricerche e le performance dei 12 artisti selezionati.

Centrale Fies, SUPERCONTINENT², poster, 2018.

 

«The “othering” of people is a human trait displayed by powerful societies for time immemorial. Separating ourselves from those we deem inferior on the grounds of religious belief, colour, ethnicity, caste, gender and language has always been an operating tool in the hands of society and government. But today, this is happening far more insidiously, at times beyond the public eye. Even the most democratic and secular of nations have been unable to break free of this human craving to establish the primacy of the “superior” over the chosen “inferior”. Ordinary citizens are morally coerced or forced to take sides and, in the process, strengthen those who survive by maintaining the status quo».
(T. Krishna, The Wall in Bethlehem That Segregates and Subjugates Palestinians, «The Wire», marzo 2017)

La redazione di KABUL magazine apre il suo 11° numero intitolato «PEOPLE» con un primo articolo nato dalla collaborazione con il progetto LIVE WORKS_Performance Act Award Vol. 6, presso Centrale Fies, nell’ambito del festival SUPERCONTINENT². Nel corso dei prossimi mesi la redazione cercherà infatti di inquadrare e definire il concetto di “comunità” così come lo intendiamo oggi, attraverso un’analisi storica, sociale e politica volta a comprendere come questo termine (e valore) sia mutato nel corso del tempo in relazione ai concetti di evoluzione e progresso. Se da un lato, infatti, con la diffusione della cultura digitale, abbiamo assistito all’emergere di nuove forme di comunità non più fondate sull’appartenenza culturale o geografica, ma rese tali solo grazie alla diffusione della globalizzazione e alle nuove forme di comunicazione social, dall’altro, parallelamente, abbiamo visto la nascita di inedite politiche di emarginazione e dei cosiddetti «nuovi razzismi».11Cf. M. Barker, The New Racism, Junction Books, Londra 1981; P. M. Sniderman, T. Piazza, P. E. Tetlock, A. Kendrick, The New Racism, «American Journal of Political Science», 35, 2, Maggio 1991, pp. 423-447; N. Romm, New Racism, Revisiting Researcher Accountabilities, Springer Netherlands 2010.

Quanto i nuovi strumenti tecnologici hanno modificato il vivere in comunità e la percezione dell’altro? Quali sono le radici storiche e culturali alla base dei meccanismi di aggregazione ed esclusione sociale? Qual è oggi il senso di “fare comunità”? Come arte, politica e informazione hanno agito, e agiscono ancora, nei processi di formazione e consolidamento di nuove comunità?

Carte du Tendre (pays imaginaire inspiré par Clélie, Histoire romaine de Madeleine de Scudéry),17e siècle, Paris, Bibliothèque nationale de France

In questo processo di indagine, la redazione ha riscontrato affinità tra i propri intenti e quelli di SUPERCONTINENT, che per il secondo anno dedica la propria programmazione ai temi dell’immigrazione, della mobilità e delle differenti paure e desideri che un diverso mutamento di ambiente può far scaturire nel viaggiatore, sia che si tratti di un turista,22«La nostra è un’era post-romantica, vale a dire, l’era di un turismo confortevole e totale, che segna una nuova fase nella relazione tra l’ou-topos urbano e la topografia mondiale. Non è difficile caratterizzare questa nuova fase: al posto del singolo turista romantico, ogni sorta di persone, cose, segni e immagini tratte da ogni tipo di cultura locale, sta oggi lasciando il proprio luogo di origine per intraprendere un viaggio attorno al mondo» B. Groys, La città nell’era della riproduzione turistica, in Art Power, Postmediabooks, Milano 2012.
di un rifugiato33Cf. A. Surprenant, Refugees fleeing CAR violence struggle in Cameroon, «Al Jazeera», luglio 2018. K. Fallon, Newcomer or refugee? Why the Dutch are sensitive about labels, «Al Jazeera», luglio 2018.
o di un immigrato.44Cf. Roberto Saviano, This new Italian government cannot be allowed to survive, «e-flux», giugno 2018; D. Trilling, Five myths about the refugee crisis, «The Guardian», giugno 2018.
La seconda edizione di SUPERCONTINENT prende infatti avvio dalla topografia immaginifica della Carte du pays de Tendre, con un immaginario che attinge dalla necessità di riconfigurare lo spazio geopolitico moderno attraverso la messa in crisi del concetto di confine e a favore della visione più fluida e caleidoscopica di un presente globalizzato e dominato da flussi transnazionali.55«Nel 1654, a corredo del romanzo Clélie, Madeline de Scudéry pubblicò una mappa di sua creazione – la Carte du pays de Tendre – una mappa del paese della tenerezza – illustra un paesaggio multiforme: terra, mare, un fiume, un lago, alberi, qualche ponte e svariate città. Disegnata da uno dei personaggi femminili del romanzo per indicare la via che porta “alle terre della tenerezza”, è l’incarnazione di un viaggio narrativo. […] Attraversare quel territorio significa immergersi nel flusso e riflusso di una psicogeografia personale e tuttavia sociale» (G. Bruno, Atlante delle emozioni: in viaggio tra arte, architettura e cinema, p. 3).
Tale visione converge nel concetto di “borderscape”, con il quale si fa riferimento a uno spazio costantemente attraversato e alimentato «da una pluralità di corpi, discorsi, pratiche e relazioni che rivelano continue definizioni e ricomposizioni delle divisioni tra dentro e fuori, cittadino e straniero, ospitante e ospite, attraverso confini statuali, regionali, razziali e simbolici multipli», sino, talvolta, a dissolverli.66K. Rajaram, C. Grundy-Warr, Borderscapes: Hidden Geographies and Politics at Territory’s Edge, University of Minnesota Press, NED, New edition, 2007; C. Brambilla, Il confine come borderscape, «Rivista di Storia delle Idee», 4, 2, 2015, pp. 5-9.

Abbiamo pertanto stabilito di avviare questa collaborazione per ampliare i punti di vista e le letture interpretative relative ai concetti di identità, esclusione, evoluzione, queer e memoria politica, grazie anche al contributo di artisti-ricercatori che esplorano questi temi attraverso differenti pratiche performative, rendendone più efficace la divulgazione. Per queste ragioni introduciamo il prossimo numero di KABUL magazine e la sesta edizione di LIVE WORKS condividendo con i nostri lettori e il potenziale pubblico di Centrale Fies una bibliografia di riferimento che può essere utilizzata sia come strumento orientativo e di approfondimento sulle ricerche teoriche dei 12 performer selezionati, sia come spunto per i prossimi contributi che saranno pubblicati in occasione di «PEOPLE». La selezione, riportata in ordine cronologico e di pubblicazione, è stata fatta per ognuna delle giornate in cui si terrà LIVE WORKS_Performance Act Award Vol. 6.

Live Works vol. 6 – Ph. credits Roberta Segata per Centrale Fies.

Artisti selezionati:
Cinthia De Levie – Rehabilitation
Judith Raum – Rock and Clay Improvisation
Reza Mirabi – PURPOSE NEXT
Christian Botale Molebo – KOK – LT – VIL (solo + Invocation + Incantation + Exorcisme)
Phumulani Ntuli – Notes from an Algorithmic memory EPISODE 2
Anne-Lise Le Gac / Arthur Chambry – FORCE «G»
Ely Daou – I … Cognitive Maps – Chapter 1
Maria Hassabi – STAGING: solo – LIVE WORKS GUEST PERFORMER
Nyakallo Maleke – Not Every Flower Blooms Under Harsh Light
Beto Shwafaty – No fear of the raw (or), how to reverse one’s own gaze. Performed notes on the phantoms of wealth
Lina Lapelyté – Candy Shop – the Circus – LIVE WORKS GUEST PERFORMER
Ursula Mayer – COCCYX
Rodrigo Batista – The Furious Rodrigo Batista

Il programma di  Live Works vol. 6 è scaricabile qui.


20 luglio

Intellectuals and power: A conversation between Michel Foucault and Gilles Deleuze, 1972.

E. Florescano, The Creation of the Museo Nacional de Antropología of Mexico and its scientific, educational, and political purposes, in  E. H. Boone, Collecting the Pre-Columbian Past, Washington, D.C., Dumbarton Oaks, 1993, pp. 81-103.

A. Bammer, Displacements: cultural identities in question, Bloomington, Indiana University Press, 1994.

J. Buchan, Miss Bell’s lines in the sand, «The Guardian», 12 marzo 2003.

C. Bishop, Antagonism and Relational Aesthetics, «October», 110, 2004, pp. 51-79.

F. Jameson, The Politics of Utopia, «New Left Review», 25, January-February 2004.

M. E. Smith, Aztec Materials in Museum Collections: Some Frustrations of a Field Archaeologist, «The Nahua Newsletter», 38, November 2004.

I. Ndaywel è nziem, Aux origines de l’éveil politique au Congo belge: Une lecture du manifeste Conscience africaine (1956) cinquante ans après, «Présence Africaine», 2006/1, n. 173.

I. Emmelhainz, Geopolitics and Contemporary Art, Part I: From Representation’s Ruin to Salvaging the Real, «e-flux» Journal #69, gennaio 2016.

P. Yale, Gertrude of Arabia: the great adventurer may finally get her museum, 9 agosto, 2016.

Letters From Baghdad, regia di S. Krayenbuehl e Z. Oelbaum, 2017.

E. Muhanna, What Gertrude Bell’s Letters Remind Us About the Founding of Iraq, «The New Yorker», giugno 2017.

Lady Travellers, Gertrude Bell 1868-1926, «RAI STORIA».

Queen of the desert, regia di Werner Herzog (trailer).

 

21 luglio

T. Ingold, Lines. A brief history, Routedged, 2007.

K. Diab, Congo’s colonial ghost, «The Guardian», aprile 2010.

H. Sune, The historiography and the memory of the Lebanese civil war, «SciencesPo», ottobre 2011.

M. Rothberg, Rememebering Back: Cultural Memory, Colonial Legacies, and Postcolonial Studies, The Oxford Handbook of Postcolonial Studies, 2013.

S. W., A post-colonial tragedy, «The Economist», agosto 2013.

F. Walsh, M. Causey, Performance, Identity, and the Neo-Political Subject, Routledge, 2013, pp. 24-32.

R. Gohsn, Territories of Oil: The Trans-Arabian Pipeline, risorsa online, 2014.

T. Ingold, The life of lines, Routledge, 2015.

T. Ingold, Up Across and Along, pdf.

Abup talks – Tim Ingold – “The life of lines”, YouTube, 2015.

A. Berardini, How to Toil in Obscurity, «Momus a return to art criticism», febbraio 2018.

T. Ingold, Tim Ingold: Gli ostacoli dell’oggettività e la ricerca della verità, «KABUL magazine», marzo 2018.

T. Ingold, L’oggettività contro la verità. Cerca, e cerca di nuovo. Curiosità e cura, «KABUL magazine», aprile 2018.

 

22 luglio

G. Rocha, The Aesthetics of Hunger, Columbia University, New York, 1971.

L. Ospina, C. Mayolo, Qué es la Porno-miseria? Presentamos el ensayo-manifiesto que Luis Ospina y Carlos Mayolo redactaron en los años setenta.

J. K. Larsen, Sexism and Misogyny in American Hip-Hop Culture, tesi presentata al Department of Literature, Area Studies and European Languages, The University of Oslo in Partial Fulfilment of the Requirements, 2006.

T.  C. M. Tyree, Gender and Sexuality Representations in Hip Hop, «Teaching Media Quarterly», vo. 1, n. 3, 2013.

M. Santopadre, Brasile, scontri a San Paolo tra polizia e lavoratori in sciopero, «Contropiano», giugno 2014.

R. Braidotti, Quattro tesi sul femminismo postumano, (trad.) Four theses on posthuman feminism, nel volume edito da Richard Grusin, Anthropocene Feminism, University of Minnesota Press, 2016.

S. Cowie, Dom Phillips, Brazil faces calls for return to military dictatorship amid truckers’ strike, «The Guardian», maggio 2018.

A. de Navasques, Un cortometraggio per superare l’idea di genere, «i-d», marzo 2018.

C. Ermini, Ursula Mayer tra i cyborg, «il Manifesto», marzo 2018.

P. LaFountain, Deleuze, Feminism, and the New European Union: An Interview with Rosi Braidotti, «TRANSIT», 4, 2018.

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Autori
  • Carolina Gestri
    Carolina Gestri è storica dell’arte, docente e curatrice. Dal 2015 è coordinatrice di VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images, progetto di ricerca promosso dallo Schermo dell’arte strutturato in una mostra e una serie di seminari. È co-fondatrice di KABUL magazine. È docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Exhibition Planning rispettivamente nei corsi di Design della comunicazione visiva di IED Firenze e di Multimedia Arts di Istituto Marangoni Firenze.
  • Francesca Vason
    Francesca Vason è curatrice e storica dell'arte. Lavora con M+B Studio a Venezia come curatrice e project coordinator di​ progetti espositivi internazionali​. Collabora con TBA21-Academy e Ocean Space, La Biennale di Venezia, Danish Art Foundation, OCA - Office for Contemporary Art Norway, Singapore​ ​Design Council, oltre a sviluppare progetti indipendenti. ​Prende parte a Campo - programma per curatori italiani della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo​ e, dopo aver scritto​ per magazine come Juliet e InsideArt​,​ è tra i fondatori di​​ KABUL magazine, dove attualmente opera come autrice e referente per le sezioni Project ed Editions.