Dermot O’Shea, 1987. In foto : Melissa Hurley, Viktor Manoel, Craig Allen Rothwell, Steven Nicholas, durante il Glass Spider tour di David Bowie.
Diana Ross, Caesars Palace, Las Vegas, 1979.
I’ve got the sweetest hangover, I don’t want to get over
Nel 1979 Diana Ross incanta il Caesar Palace di Las Vegas regalando uno show indimenticabile. A una ventina di minuti dall’inizio del suo concerto, tra il baluginio delle luci colorate e l’atmosfera sognante addolcita dalle note di Love Hangover, sette ballerinɜ entrano in scena, avanzando sul palco tra il clamore e gli applausi degli spettatori. Le sonorità romantiche si cristallizzano in una semantica energica e lucente di pose glamour, muscoli tesi e passi acrobatici, attraverso i corpi sinuosi di Andrew Frank, Arthur Goff, Tinker, Billy Starr, Lonny Carbajal e Billy Goodson. Non hanno più di 21 anni e stanno portando sotto i riflettori uno stile rimasto fino ad allora prerogativa dei gay club underground di Los Angeles: il waacking/punking. Love Hangover costituisce una delle prime e rare tracce visive11Tra le apparizioni televisive del punking/waacking è necessario citare il programma televisivo Soul Train trasmesso negli Stati Uniti dal 1971 al 2006 condotto da Don Cornelius, fondamentale nel divulgare un’immagine nella cultura musicale nera slegata da incarcerazione, criminalizzazione, razzismo o prostituzione.
di questo stile, la cui storia risulta frammentata a causa del decesso di numerosɜ pionierɜ in seguito all’epidemia di HIV/AIDS, della diffusione dilagante delle droghe e del razzismo sistematico.22Alyssa Bryteramos, Punking: come l’appropriazione lo ha rivitalizzato e il ruolo che le istituzioni svolgono nella protezione e nella longevità di quest’arte sfuggente , «Nordic Journal of Dance», vol. 14, 2023, p. 25.
Le testimonianze riguardo allo stile sono poche e lacunose e legano intrinsecamente la danza alla mancanza e alla perdita: al primato dell’archivio e del testo scritto, il waacking/punking oppone una storiografia di esperienze effimere celate in gesti, movimenti e conversazioni.33Per consultare materiali d’archivio sul Punking si veda: https://www.instagram.com/punking.dance/.
Ricordare, celebrare e tenere vivɜ lɜ progenitorɜ è al cuore della pratica, in cui i morti non ostacolano i corpi ma li guidano nel processo creativo. Al fine di illustrare come il waacking/punking articoli forme di dissenso, piacere e resistenza all’intersezione tra il club, l’estetica, gli affetti e la disco music, tornerò diverse volte sulla performance di Diana Ross, da un lato guardando al bagliore utopico che il concerto emana, contestualizzato in una dimensione storica segnata dall’incombenza del razzismo e dell’omofobia,44Basti considerare l’introduzione in California della legge sulla sodomia, la quale vietava alle persone dello stesso sesso di ballare negli spazi pubblici, attiva fino al 1976.
dall’altro rileggendola attraverso la preziosa memoria di unə deɜ ballerinɜ e co-coreografɜ dello show Billy Goodson,55Billy Goodson (1957), oltre a essere uno dei fondatori del Waacking e del Punking, è conosciuto in Italia per aver curato le coreografie del programma Torno sabato di Giorgio Panariello e Chiambretti Night.
una rimembranza in cui è rintracciabile un trasporto emotivo e affettivo che apre uno spiraglio verso un’esperienza comunitaria situata.
Original Punkers Tommy e Michael Angelo, Sugar al centro. Courtesy di Peanuts Disco Archive.
Punking / Whacking / Waacking
Prima di ripercorrere le traiettorie della danza dal lussuoso palco del Caesar Palace ai club underground di Los Angeles intendo fornire alcune coordinate storiche e accennare alle tensioni che sussistono tra la pratica dellɜ progenitorɜ e la pratica contemporanea.
Le prime star del waacking/punking sono ragazzɜ gay, nerɜ e ispanicɜ, per lɜ qualɜ il dancefloor a partire dagli anni ’70 diviene un luogo vitale per articolare il proprio desiderio di escapismo ed espressività in risposta a una realtà esterna intrisa di violenza viscerale. Il termine punking deriva dall’appellativo punk, adottato agli inizi in un’ottica di riappropriazione.66DanceSpeak, 2018, intervista con Viktor Manoel: https://www.youtube.com/watch?v=C11VsxtJKRE&list=PL2O2HHidt8L44D12qRtrWyJiRsfS3tRvv&index=9&pp=iAQB&pbjreload=102 .
Il sottofondo culturale nel quale lo stile nasce vedrà da lì a poco l’emersione della scena punk rock di Los Angeles, ambiente che, come Tavia Nyong’s77Tavia Nyong’o, Punk’d Theory, Social Text 23, no. 3/4, 2005.
esplicita nel saggio Punk’d Theory tornando sull’etimologia della parola punk, vedeva una maggioranza di soggettività nere e queer.88Per maggiori informazioni su come la scena punk di Los Angeles abbia lavorato a lungo per sbiancare ed eteronormare la propria immagine, si veda: José Esteban Munoz, The White to be Angry, Vaginal Davis’s Terrorist Drag, Duke University Press, 1997, p. 83.
Mentre la relazione tra il nome e l’omossessualità si è quasi eclissata, per quanto riguarda il genere musicale si è mantenuta nello slang afroamericano contemporaneo, dove “getting punked” è ancora associato all’incarcerazione, alla schiavitù e allo stupro.
«Abbiamo iniziato a chiamarlo punking perché eravamo tuttɜ punk, eravamo froci […] abbiamo reso punk la musica, abbiamo reso la musica la nostra bitch […] la musica è la mia bitch e il ritmo è il mio schiavo, that’s on punk, questo è il punk, ecco perché balliamo su qualsiasi cosa, che sia fatta bene o meno non importa».99DanceSpeak, 2018, intervista a Viktor Manoel: https://www.youtube.com/watch?v=jhttJ4NNBBw&list=PL2O2HHidt8L44D12qRtrWyJiRsfS3tRvv&index=10&pp=iAQB&pbjreload=102.
(Viktor Manoel)
Oggi punking denota la componente più teatrale della danza, mentre waacking viene utilizzato per delineare l’intero stile. Waacking emerge dalla storpiatura di whacking, tratto da WHACK, colpire con forza, gesto che compare di frequente nella serie TV Batman degli anni ’60,1010Ibid.
giocosamente rimesso in scena dallɜ ballerinɜ fino a divenire un passo base della danza. L’introduzione del termine waacking è riconducibile a Jeffrey Daniel, ballerino di Soul Train, il quale rimarcò l’assonanza tra wack e whack, ironizzando sul carattere esagerato ed eccentrico dello stile.1111Intervista a Tyrone Proctor condotta da Naomi Macalalad Bragin, Kinethic California, Dancing Funk and Disco Era Kinships, University of Michigan Press, 2024, p. 134.
Il punking contiene una componente di negatività, nonché di critica al presente; laddove il futuro sembrava impossibile, in quanto riservato ad alcune categorie identitarie, attraverso una grande dose di dimenticanza e di rifiuto, lɜ punkers rifiutarono la riproduzione della norma familiare, sovvertendo le gerarchie tra la vita diurna e quella notturna, facendo di quest’ultima il cuore delle loro vite e trasformandola in un tempo e in uno spazio di piacere radicale, sperimentazione ed escapismo, in cui la dimenticanza e l’evasione divennero strumenti per manomettere la normalità. Dimenticare e perdersi non sono sempre operazioni sovversive o radicali, tuttavia il waacking/punking ci offre diversi spunti per una concezione del dimenticare «perversa»1212Jack Halberstam, L’arte queer del fallimento, Duke University Press, 2011, p. 188.
e selettiva, in base alla quale il soggetto che dimentica si scorda della famiglia, della tradizione, dell’eredità e del legame biologico.
Adotto l’espressione waacking/punking, condividendo la scelta di Naomi Bragin Macalalad, all’interno del testo1313Naomi Macalalad Bragin, Kinethic California, Dancing Funk and Disco Era Kinships, University of Michigan Press, 2024.
Kinethic California, Dancing Funk and Disco Era Kinships, di evidenziare attraverso lo slash un gap storico che ha portato la pratica contemporanea a divergere da quella originaria. Il mantenere unite le due parole esplicita uno sforzo di tenere vivo il dialogo e lo scambio tra due orizzonti temporali, nonché di rimarcare le origini nere della cultura.
Il dibattito sull’utilizzo dei termini whacking/waacking/punking emerge all’inizio degli anni 2000, quando lo stile reintrodotto da Brian Green e Tyrone Proctor1414Tyrone Proctor (1953-2020), soprannominato The Bone, è considerato pioniere e responsabile della diffusione del waacking su scala globale.
acquisisce popolarità all’interno del contesto della Street Dance. Dopo un decennio di silenzio e la sua scomparsa durante gli anni ’90, il riapprendimento della pratica e il suo insegnamento avvengono in tutto il mondo sotto il nome di waacking. In diversi contesti, le origini della danza, la storia e le motivazioni che la animavano vengono lasciate indietro, mentre l’accento viene posto sulla parte tecnica dello stile e sulla competizione. Viene così a meno la dicitura “punking”1515Alyssa Bryteramos, Punking: How appropriation revitalized it and the role institutions play in the protection and longevity of this elusive art, «Nordic Journal of Dance», vol. 14, 2023, p. 23.
e si diffonde l’adozione di una metodologia di insegnamento professionalizzante. La ricerca personale, la funzione comunitaria originaria, la specificità dei luoghi in cui si ballava, i legami affettivi che lɜ ballerinɜ instauravano tra loro e con la musica, si affievoliscono nei contesti delle battle, delle classi e dei workshop.1616Ibid.
Mentre agli albori della pratica non si sentiva la necessità di conferire un nome allo stile,1717Ibid.
oggi il termine punking acquisisce un’accezione politica, mentre waacking acquista una sfumatura commerciale. Già negli anni ’70, il termine waacking aveva iniziato a diffondersi in seguito all’avvento di opportunità lavorative per lɜ punkers all’interno dei club eterosessuali, per i quali il termine punking era troppo connotato e legato ai suoi usi discriminatori all’intersezione tra omofobia e razzismo per essere proposto a una clientela eteronormata. Nominare il punking per Viktor Manoel,1818Waacking Sharing, 2022, intervista a Viktor Manoel: https://www.youtube.com/watch?v=gicKP-151c4.
punker originario, si configura come un posizionamento politico, un atto di rispetto nei confronti di una storia minoritaria sull’orlo della cancellazione e una resistenza allo sbiancamento della danza.
«Usando la parola Punking, stai dimostrando rispetto per la nostra cultura gay. Penso che i miei amici, che sono sempre nei miei pensieri, meritino un po’ di rispetto. Tutti i nostri fondatori erano Punkers, per me i Waackers sono quelli che hanno imparato la danza. Ma ora, i Waackers sono persone che eseguono solo un movimento (le braccia), mentre il Punking è l’intero stile gay originale».1919Ibid.
(Viktor Manoel)
Original Punkers Viktor Manoel e Tommy Mitchell per Jan-Paul Goude, in Jungle Fever con Grace Jones, 1981.
Punking + Posing = Whacking
Che cos’era quindi il punking/waacking? Al fine di gettare luce sui contenuti che ispirarono la pratica, ritorno sulle note di Love Hangover, a Billy Goodson e alla sua relazione con la star Diana Ross.2020Waacking World, 2021, intervista a Bill Goodon: https://www.youtube.com/watch?v=5jyviLh8iJI&t=1201s&pp=ygUXYmlsbHkgZ29vZHNvbiBpbnRlcnZpZXc%3D&pbjreload=102.
Goodson introduce Diana al punking/waacking accompagnandola da Gino’s, locale aperto nel 1978 situato a Nord Hollywood all’intersezione tra Santa Monica e Vine Street, punto di ritrovo per lɜ progenitorɜ della cultura nonché per la scena punk di Los Angeles. Goodson ricorda come Diana, entusiasta alla visione dello stile e affascinata dall’eleganza e dall’eccentricità delle pose, chiese da dove fossero tratte. Billy esclamò divertito: «We get it from you!».2121Ibid.
È la devozione verso le dive e le attrici a ispirare lɜ ballerinɜ, insieme ai film muti dell’epoca e alla cultura pop: gestualità esagerate ed espressioni teatrali venivano canalizzate e riabitate in un rituale trasformativo, insieme a cartoni animati e fumetti. L’immaginario glamour ed eteronormato veniva incorporato e rimesso in scena sui beat delle prime tracce disco rielaborate da DJ Michael Angelo, in un circuito psicotropico di luci scattose, gesti seducenti, nitrito di amile, e linoleum appiccicosi.
Ana Sanchez2222Ana Lollipop Sanchez è stata tra le prime donne a prendere parte ai contesti della Street Dance, è considerata pioniera del Locking e del Punking.
ricorda così le serate passate da Gino’s:
«Una delle nostre canzoni preferite era When Papa Was a Rolling Stone. La tensione nel locale era tale che la si poteva tagliare con un coltello. Avrei voluto stare seduto a guardare. Semplicemente guardare. Perché era davvero spettacolare. Tutti nel club ballavano quella canzone fino allo sfinimento. In una parte della canzone, tutto il club si gettava a terra. Era questa la bellezza del nostro club. Andrew… tirava fuori da qualche parte una pelliccia di visone e la gettava sul pavimento. E poi era finita».2323Ana Sanchez, intervista condotta da Naomi Bragin Macalalad, Kinethic California, Dancing Funk and Disco Era Kinships, University of Michigan Press, 2024, p 133.
Sanchez descrive come tutti iniziassero a posare sul pavimento all’unisono, alludendo a una sorta di connessione ed energia simultanea all’interno del locale. Il posing è il primo elemento distintivo del punking, consisteva nell’accentuare il movimento attraverso dei ritmici stop in corrispondenza dei beat della musica.2424Ibid.
Molte pose derivavano da Sunset Boulevard, King Kong, dalla serie Batman e Robin e dal musical Li’l Abner con la star Julie Newmar2525DanceSpeak, 2018, intervista a Viktor Manoel: https://www.youtube.com/watch?v=C11VsxtJKRE&list=PL2O2HHidt8L44D12qRtrWyJiRsfS3tRvv&index=9&pp=iAQB&pbjreload=102.
. Le pose si configuravano giocosamente come reazioni ai movimenti dell’altro. Un’altra mossa distintiva del punking/waacking è il drill, che consiste nel ruotare le braccia fino al retro delle spalle; venne introdotto da Tinker, ispirato dai nunchaku di Bruce Lee.2626Ibid.
Oltre alle posture delle attrici, Viktor spiega come le sue braccia rievochino un repertorio di gesti provenienti dalla sua infanzia, dai suoi amici, dal suo passato di cowboy, e dal Ballet folklorico messicano.2727Ibid.
Quando performa, le sue braccia si muovono ampiamente sopra la sua testa, rievocando l’ampio cappello che indossava in passato e le lunghe gonne tipiche della sua tradizione.2828Ibid.
La sua danza mette in scena gesti che rimandano a una profonda esperienza di sopravvivenza, mescolando i modelli della mascolinità alle movenze glamour delle dive, esprimendo il piacere e lo sforzo del trasgredire dalla norma eterosessuale. Il gesto è qui un reperto effimero e prezioso, che raccoglie l’esperienza queer di Viktor e quella collettiva delle persone con cui danzava, i cui movimenti sono entrati a far parte del suo modo di esprimersi. In mancanza di documentazione istituzionalizzata, la memoria corporea diviene una risorsa storica di grande valore, soprattutto quando le persone scompaiono prematuramente senza lasciare altre tracce. Lɜ punkers/waackers si impegnano nel tenere con sé i defunti, trasformando somaticamente il dolore, al fine di celebrare ed elaborare i lutti collettivamente, immaginando come si muovevano i morti, riattivando le loro storie e i loro gesti. Tyrone Proctor riassume così questo processo: «Quando ballo il waacking, torno indietro nel tempo e sento che tutti i miei mentori devono occupare un posto nella danza. Faccio del mio meglio per riportarli in vita».2929Ohana Creative Video, 2020, intervista a Tyrone Proctor, ripostata da Jodey Watley : https://jodywatley.net/2020/06/08/in-celebration-of-tyrone-proctor/.
Gli spiriti ritornano attraverso la danza e sfidano il silenzio di fronte alla perdita irreparabile causata dall’epidemia di HIV//AIDS, dall’omofobia e dal razzismo istituzionalizzati dallo Stato, forgiando con lɜ progenitorɜ un legame di appartenenza e intimità,3030Naomi Bragin Macalalad usa il concetto di danscendance per descrivere le parentele che ballerini di generazioni differenti instaurano con i loro progenitori. Per approfondimenti si veda Kinethic California, Dancing Funk and Disco Era Kinships, University of Michigan Press, 2024, pp 167 – 168.
in cui quest’ultimɜ «si protraggono verso il loro futuro e toccano coloro che si immergono nel loro passato».3131Ibid.
Michael Angelo Don Harris, 1948-1994. Courtesy di Peanuts Disco Archive.
Diva is a feeling
«Il genere mi è stato imposto a Hollywood. Waacking diceva fottetevi. Questo è ciò che è davvero la danza. Libera e senza restrizioni. Mi sono identificata e mi sono sentita attratta da essa. Il mondo dell’industria della danza vuole che tu faccia soldi e che tu sia commerciabile. […] Andare a una lezione di jazz e sentirsi dire, “ragazzi, dovete ballare come uomini. Il waacking era una forma di ribellione. Mi sentivo libero… toccarmi il viso mi sembrava seducente e sembrava dire “vieni con me”».3232Ibid.
(David Johnson)
Nonostante fosse comune chiamare la propria danza Marlene o Garbo,3333Ibid.
in omaggio alle celebri attrici, il desiderio dellɜ ballerinɜ di riprodurre le movenze delle dive e di sentirsi tali non può essere ridotto alla volontà di divenire donne bianche eterosessuali, ma si avvicina alla pratica che José Esteban Muñoz3434José Esteban Muñoz, Disidentifications Queers of Color and the Performance of Politics, University of Minnesota Press, Minneapolis, London, 2004.
definisce disidentificazione: un ritrovarsi in forme della cultura dominante che non implica l’annullamento del sé e resiste al binomio semplicistico identificazione/controidentificazione. Nell’imitare Greta Garbo o Marlene Dietrich lɜ punkers/whackers si disidentificano dall’idea che la femminilità sia mero dominio delle donne biologiche, riterritorializzando quest’ultima e rioccupandola attraverso corpi a cui lo status di diva non era concesso al di fuori del dancefloor. Le identità e le storie hollywoodiane divengono così espedienti per immergersi con altri occhi all’interno del proprio vissuto, al contempo svelando la contingenza delle norme di genere, a scapito della narrazione naturalizzante cinematografica. Ciò che si innestava in queste performance era un circuito di riciclaggio e di ripensamento di immagini e oggetti intrisi di potere ideologico, dove i codici della mascolinità e della femminilità venivano esplorati, strumentalizzati, denaturalizzati e trasformati per il proprio piacere.
Oltre ad aver costituito una tecnica di disidentificazione, il waacking/punking costituisce un’interruzione del principio di prestazione richiesto dal capitale. Il punking propone una modalità del fare e dell’essere processuale che non si conclude e non aspira alla totalità, nasce al di fuori delle strutture di riconoscimento, del professionalismo, avulso dalla volontà di inserirsi nei circuiti del regime capitalista.3535Gone Monk, 2019, intervista ad Archie Burnett: https://www.youtube.com/watch?v=zuqozGEOfbk&t=1639s&pp=ygUXYXJjaGkgYnVybmV0dCBpbnRlcnZpZXc%3D&pbjreload=102.
Giulia Palladini offre, attraverso il concetto di preliminari, uno strumento teorico utile per accedere a questa dimensione di sperimentazione3636Giulia Palladini, The scene of Foreplay: Theater, Labor, and Leisure in 1960s New York, Northwestern University Press, 2017.
, attingendo dal lessico della sessualità per teorizzare una temporalità del fare non orientata a un climax, ma a un piacere che si moltiplica superando l’idea di dover raggiungere un picco. Il movimento non arriva mai a una forma finale, ma è sempre rimesso in circolo e soggetto a trasfigurazioni e combinazioni imprevedibili. Perdersi nel punking può essere concepito come una volontà di trovare piacere che non ammette una dirittura d’arrivo in quanto si tratta di una danza che sfugge a regole predefinite: il waacking/punking non può mai essere conosciuto completamente e permette infinite possibilità di movimento. La tecnica non è imperante, non si trattava, nelle parole di Archie Burnett,3737Gone Monk, 2019, intervista ad Archie Burnett: https://www.youtube.com/watch?v=zuqozGEOfbk&t=1639s&pp=ygUXYXJjaGkgYnVybmV0dCBpbnRlcnZpZXc%3D&pbjreload=102.
di un movimento imitativo, quanto più di gestualità intrise di emozione e di sentimento, alimentate da uno scambio costante con lo spazio, la musica e le persone, in una dimensione collettiva di immaginazione simultanea.3838Ibid.
Allenarsi era un preludio a un futuro sconosciuto, uno slancio verso una realizzazione che sarebbe potuta non verificarsi mai.
Tyrone “The Bone” Proctor e Sharon Hill, frame da Soul Train.
Last Night a DJ Saved My Life
Ritorno ora a Love Hangover, al fine di scovare negli slanci dellɜ ballerinɜ e nel trasporto emotivo impresso sui loro volti i residui di un fare mondo collettivo coltivato ai margini. Billy Goodson ci offre un ricordo utile per aprire uno spiraglio verso una rete di affetti che si estende dal palco del Caesar Palace al dancefloor del club. Billy ricorda un momento di scambio tra lui e Andrew durante lo show, un tocco leggero, controllato nello sforzo e nella resa:
«Ricordo che corsi giù per le scale. Andrew aveva il prossimo assolo. Ho sempre saputo che non dovevo riversare tutta la mia energia su di lui. Perché giocavo a football. Sono grande e grossə. Non devi travolgerlo. Basta accarezzargli la schiena della giacca e lasciarlo volare nella sua stratosfera. Mi ha ricordato proprio quel tipo di condivisione che avevamo l’uno per l’altro nel club».3939Billy Goodson, intervista condotta da Naomi Bragin Macalalad, Kinethic California, Dancing Funk and Disco Era Kinships, University of Michigan Press, 2024, p. 166.
La carezza innesca in Billy una serie di ricordi: il tempo dell’intimità del club lo pervade nella consapevolezza della sua fisicità e nella cura nel modulare il tocco. Il gesto ci svela un danzare e un fare collettivo di cui tatto e contatto fisico sono i principali vettori, capaci di dare forma al corpo, al movimento e di temperare i codici invasivi della mascolinità.
Al contempo, ci intima a fantasticare sui luoghi meno sfarzosi in cui i corpi e gli affetti prendevano forma; se di fronte al lucente show di Diana Ross «non dobbiamo strizzare troppo gli occhi per vedere l’illuminazione anticipatoria»,4040José Esteban Muñoz, Cruising Utopia: The Then and There of Queer Futurity, NYU Press, New York, 2009, p. 141.
in quanto il bagliore del palco, delle luci, delle vesti e dei corpi dei ballerini concorre a creare un’atmosfera immersiva in cui un’altra temporalità e un altro modo di muoversi si fanno immediatamente fruibili, il discorso diviene più complesso nel caso dei locali frequentati dallɜ punkers di Los Angeles, descrittɜ come spazi piccoli e angusti. Il Catch One è uno di questi. Muñoz ci suggerisce di guardare alle fotografie del Catch One realizzate dall’artista Kevin McCarty per coglierne la potenza trasformativa, un’energia anticipatoria che sembra risiedere nelle luci del palco. L’autore vi intreccia un momento dell’autobiografia di Samuel Delany, The Motion of Light in Water, in cui Delany ricorda come lo scorgere un’orgia gay sotto le luci blu di St. Mark’s Bath4141Ibid.
gli fece realizzare di far parte di «un vasto mondo di gay che scopavano, stabilivano connessioni anche nelle loro vite reali».4242 Ibid.
L’esperienza di Billy Goodson sembra confermare la potenza rivelatrice del club intravista nelle foto di McCarty: «Avevo 19 anni quando ho iniziato a ballare in discoteca e ho iniziato a fare waacking […] Ero sposatə e volevo diventare unə veterinariə, sono entratə in questa discoteca e quella sera il DJ mi ha cambiato la vita, come la canzone […] la discoteca era un luogo sicuro dove esplorare, trovare noi stessi e creare un’identità».4343Asymmetry Creations, 2022, intervista a Billy Goodson: https://youtube.com/watch?v=oHAJ4bRzjLw&si=Bvz0TYrq3IL7OTWg.
La vita notturna sembra costituire un’utopia concreta in cui Billy dimentica non solo il matrimonio e la famiglia, ma anche la prospettiva di una carriera lineare normativa. Scaturiscono modalità “altre” di desiderio che lo conducono ad apprendere i ritmi e i gesti di una nuova sintassi affettiva radicalmente differente da quella di cui aveva fatto esperienza fino ad allora.
“Boogie on Down!”, Courtesy ONE National Gay and Lesbian Archives, USC Libraries.
Una mutazione analoga riecheggia anche nei racconti di un’altra pioniera del Punking: Margarita Disco Maggie Reyna. Margarita ricorda di essersi recata da Gino’s con il suo fidanzato, un uomo cubano, benestante e di bell’aspetto:
«Ho incontrato Raul… era un ragazzo cubano che aveva un sacco di soldi. Mi ha detto: “Devo portarti da Gino’s”. Siamo entrati e lui ha pagato. Era sexy, aveva soldi. I suoi genitori mi adoravano. Mi hanno comprato dei vestiti, avevano una fabbrica tutta loro. Sono andata sulla pista da ballo con lui e devo essere completamente onesta su ciò che provavo. Gli ho detto ma che diavolo ci faccio qui con te? Non voglio ballare così. Voglio ballare come loro. Voglio essere me stessa! E così ho pensato: andiamocene. Ho pensato tornerò domani, ma non tornerò mai più lì con lui. Così ho rotto con lui. Per andare da Gino’s. Sono andata da Gino’s più e più volte. Avevo qualcosa dentro di me e dovevo (ruggisce) FARLO USCIRE! Quando ci andavo da sola e lo facevo uscire, mi sentivo come se fossi (sussurra) a casa. E mi sentivo completa».4444Margarita Reyna, intervista condotta da Naomi Bragin Macalalad, Kinethic California, Dancing Funk and Disco Era Kinships, University of Michigan Press, 2024, p. 141.
Il punking induce Margarita ad abbandonare il suo partner, conducendola a rinegoziare non solo la sua posizione sulla pista ma anche all’interno della sfera relazionale affettiva, riconnettendola al suo desiderio e orientandola verso altri corpi e intimità. La volontà si innesta nel movimento restituendo un corpo libero e una sensazione di appagamento, facendo della danza un mezzo attraverso cui sondare la fisicità come sito di piacere.
Se da un lato questi ricordi ci lasciano intravedere la potenza trasformativa dello stile, capace di far vacillare il primato della coppia eterosessuale, dall’altro ci intimano a interrogarci sullo sfondo che conferiva alla danza un’aura così seducente. Contestualizzare il waacking/punking in un quadro di numerosi fattori materiali e sociali ci aiuta a non considerarlo intrinsecamente radicale e utopico, invitandoci a mantenere una postura di tensione critica nella riattivazione contemporanea della pratica. Reinstaurare la moltitudine immaginifica dei primi club è un progetto ambizioso; come Clare Croft teorizza in Queer Dance: «È il modo in cui gli elementi si sfregano, si scontrano e si mescolano che costituisce la danza queer»;4545Clare Croft, Queer Dance, Meanings & Makings, Oxford University Press, 2017, p. 62.
il waacking/punking è un denso assemblaggio di gesti, luci, suoni, costumi, spazi, desideri e soggettività situate ed effimere che devono essere ricreate costantemente e collettivamente, mantenendo la nerezza della danza e le sue radici queer centrali al suo dispiegarsi. Ricordare le storie dissidenti dellɜ progenitorɜ non vuole avere una valenza prescrittiva, ma è necessario per creare un tessuto comune per un fare collettivo, dove la danza non è ridotta alla tecnica, dove i corpi sono legittimati in quanto siti di resistenza e soggetti diversamente sessualizzati, razzializzati e colonizzati possono raccontare personalmente le esperienze affettive che li attraversano, esplorando nuove economie di affetti e desideri, slanciandosi verso «qualcosa di più denso, più vasto, più sensuale e più luminoso».4646José Esteban Muñoz, Cruising Utopia: The Then and There of Queer Futurity. NYU Press, New York, 2009, p. 556.
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Nicole Ranzato (Padova) è un’artista attiva nel campo delle arti performative. La sua pratica, situata all’intersezione tra scrittura e movimento, indaga processi di risignificazione del reale attraverso prospettive intime e affettive, in cui il corpo è il luogo privilegiato di interrogazione estetica, politica e comunitaria.
Alyssa Bryteramos, Punking: come l’appropriazione lo ha rivitalizzato e il ruolo che le istituzioni svolgono nella protezione e nella longevità di quest’arte sfuggente , «Nordic Journal of Dance», vol. 14, 2023.
Clare Croft, Danza queer, significato e creazione , Oxford University Press, 2017.
Giulia Palladini, La scena dei preliminari: teatro, lavoro e tempo libero nella New York degli anni ’60 , Northwestern University Press, 2017.
Naomi Macalalad Bragin, Kinethic California, Dancing Funk e Disco Era Kinships , University of Michigan Press, 2024.
Jack Halberstam, L’arte queer del fallimento, Duke University Press, 2011.
José Esteban Muñoz, Cruising Utopia: The Then and There of Queer Futurity , NYU Press, New York, 2009.
–, Disidentificazioni, Queer di Colore e la Performance della Politica , University of Minnesota Press, Minneapolis, Londra, 2004.
–, Il bianco per arrabbiarsi, il drag terroristico di Vaginal Davis , Duke University Press, 1997.
Sarah Ahmed, Fenomenologia queer, Orientamenti, Oggetti, Altri , Duke University Press, 2006.
Tavia Nyong’o, Punk’d Theory , «Social Text», 23, n. 3/4, 2005.
KABUL è una rivista di arti e culture contemporanee (KABUL magazine), una casa editrice indipendente (KABUL editions), un archivio digitale gratuito di traduzioni (KABUL digital library), un’associazione culturale no profit (KABUL projects). KABUL opera dal 2016 per la promozione della cultura contemporanea in Italia. Insieme a critici, docenti universitari e operatori del settore, si occupa di divulgare argomenti e ricerche centrali nell’attuale dibattito artistico e culturale internazionale.




































































































































































































